27 marzo 2020

RACCONTI: ERA UN'AUTODIDATTA, MA LUI ERA PRONTO PER LEI

Era l'inizio di un nuovo anno ed Anna era già piena di buoni propositi. Voleva lanciarsi a pieno ritmo nella sua attività. O meglio, voleva aprire la sua attività, visto che ancora non ne aveva una. Era piena di idee, progetti, posti da visitare e soprattutto tanta voglia di fare. Questo sarebbe stato il suo anno. Venti venti. Le avrebbe portato fortuna, se lo sentiva. Erano passati ormai più di dodici anni da quando aveva trovato suicida sua madre, la pensa sempre, soprattutto ora che è così felice. Ricorda ancora le sue ultime parole "Sii felice bambina mia" tanto da essersele volute tatuare in petto. Questi anni passati a lavorare in mezzo alle anticaglie le hanno fatto capire quanto fosse bello donare una nuova vita agli oggetti che raccoglieva, ma al tempo stesso quanto realmente si sentisse incompleta, come se quello non fosse il suo posto nel mondo. 

 

Era settembre di due anni fa, quando un giorno decise di iscriversi ad un corso di cucina. Si ricordò ancora come il maestro, o meglio lo chef, le insegnò a fare l'uovo in camicia con i suoi segreti. Mi raccomando il vortice Anna, senza quello non ti riesce. Rendi acidula l'acqua così ti si addensa. Non salare l'acqua, il sale lo metterai alla fine sopra l'uovo, se proprio vuoi. L'acqua non deve bollire! La bacchettava sempre, e lei puntualmente il vortice lo creava salando l'acqua e facendo mille bolle in cottura. Non si ricorda quante uova semi distrutte, abbia portato a casa, ma di certo era sicura di averci fatto colazione e cena per almeno per una settimana. Il giorno che il suo uovo in camicia le riuscì, ebbe come un'illuminazione, voleva diventare cuoca. Era una pazzia, pensava, ma Lui che l'assecondava in ogni sua follia, gli porse la mano e le disse di seguire ciò che voleva fare. Lui, che si erano ritrovati, persi in mezzo alla bufera. 

Anna cominciò a seguire più corsi di cucina che potè. Pasticceria, lei che la pasta choux pensava fosse così semplice da cuocere ed invece ogni bignè che faceva le si smontava, finchè non ha scoperto il trucco di farla seccare prima di sfornarla. Quando capì come fare, ogni fine pasto a casa loro era composto da eclair, bignè ed ogni tanto delle Paris Brest che tanto amava. Corsi alla famosa scuola di cucina vegetariana, con il primo Chef Stellato per la sua cucina vegetale. Corsi sulla carne, ma ben presto capì che non era il suo ambito. Corsi sugli impiattamenti e decorazioni. A casa ogni giorno erano esperimenti nuovi, alcuni le venivano, altri no, ma era fiduciosa, era felice e finalmente ottenne il suo attestato a cui tanto ambiva. Era un'autodidatta, aveva paura e non si sentiva pronta, ma Lui lo era per lei. E questo le bastava.   

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