24 aprile 2020

COLOMBA DI PASQUA CON LIEVITO DI BIRRA

                   
A me le hanno sempre regalate, non ho mai pensato minimamente di mettermi lì in cucina e fare i vari impasti di cui ha bisogno. Sulle lunghe preparazioni, soprattutto sui lievitati, sono sempre stata restia e pigra. Ma ammetto che ora in questo periodo, ho il tempo dalla mia e quindi per la Pasqua appena passata ho deciso di fare per la prima volta in vita mia la Colomba. Non avendo lievito madre, ho deciso di aspettare che la mia amata Gabila, colei che seguo per procedure così complesse, regalasse al web la sua versione di colomba. Così ho pazientemente aspettato ed eccola, nel suo splendore. Io purtroppo, per via delle restrizioni attuate nei vari super mercati non sono riuscita a trovare lo stampo adatto, e quindi mi sono ingegnata alla MacGyver ed ho creato il mio stampo con dell'alluminio. Tonnellate di alluminio. Vi dico già che non è bellissima, tutt'altro, è proprio orribile da vedere, ma è tanto orribile quanto buona. Per la ricetta, io vi lascio il passo passo di Gabila, la sua ricetta la potete leggere qui.

                   
Colomba di Pasqua
Lista della spesa:
PER IL MIX AROMATICO
Prepararlo prima del primo impasto
15g di miele d’ arancio
la scorza di un limone non trattato
la scorza di un arancia non trattata
35g di burro fuso

Unire tutti gli ingredienti insieme e lasciare riposare in un luogo fresco.

PER LA GHIACCIA
Prepararla prima del primo impasto
100g di zucchero a velo
50g amido di mais
75g di mandorle
60g di albume
1g di sale
1/2 baccello di vaniglia

Fruttate le mandorle con metà dello zucchero, poi unite gli albumi, l’ amido setacciato, il resto dello zucchero, i semi del baccello di vaniglia e il sale, frullate ancora per ottenere un composto omogeneo (basteranno pochi secondi), che se lasciato cadere, dovrà scrivere, cioè non affondare immediatamente ma restare per poco in superficie. Conservate in frigorifero, in un contenitore a chiusura ermetica.

PER IL PREIMPASTO
50g di farina W330
40ml di acqua
13g di zucchero semolato
15g di lievito di birra secco

Nella ciotola della planetaria impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo; ponete a lievitare in un contenitore capiente e coperto con pellicola per alimenti, a temperatura ambiente per circa 30 minuti.

PER il 1° IMPASTO
tutto il preimpasto
75g di farina W330
35ml di acqua
25g di zucchero semolato
25g di burro a temperatura ambiente

Nella ciotola della planetaria impastate il preimpasto con tutti gli ingredienti previsti, lavorate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo e lasciate lievitare in un contenitore capiente e coperto con pellicola per alimenti, a temperatura ambiente circa 50 minuti, o fino al raddoppio dell’ impasto.

PER il 2° IMPASTO
tutto il 1° impasto
100g di farina W330
40ml di acqua
40g di zucchero semolato
25g di burro a temperatura ambiente
15g di tuorlo

Nella ciotola della planetaria impastate tutto il 1° impasto con gli ingredienti del secondo impasto, lavorate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo e lasciate lievitare in un contenitore capiente e coperto con pellicola per alimenti, a temperatura ambiente per circa 60/70 minuti, o fino al raddoppio dell’ impasto.

PER il 3° IMPASTO
tutto il 2° impasto
200g di farina W330
50g di zucchero semolato
15g di tuorlo
tutto il mix aromatico
8g di sale
40ml di acqua
50g di burro a temperatura ambiente
120g di burro montato con 60g di zucchero a velo
mandorle in lamelle q.b.
granella di zucchero q.b.

Nella ciotola della planetaria impastate tutto il secondo impasto con la farina, una volta che il composto l’ avrà completamente assorbita, unite gradualmente lo zucchero e il tuorlo, poi il sale e tutto il mix aromatico; infine fate assorbire all’ impasto l’ acqua e il burro (50g).
Lasciate lavorare la macchina finché l’ impasto rimarrà attorcigliato attorno al gancio; solo adesso incorporate a piccole dosi l’ altra porzione di burro (160g) montato con lo zucchero a velo.
Una volta che avrete incordato bene l’ impasto, adagiatelo in una ciotola capiente, coprite con pellicola per alimenti e lasciate riposare per circa 30 minuti a temperatura ambiente.
Trascorso il tempo trasferire l’ impasto su un piano di lavoro, dividetelo in due parti uguali e lasciatelo puntare scoperto, per circa 10 minuti.
Adesso pirlate (dare una forma sferica, stringendo bene l’ impasto sotto) le due porzioni di impasto ungendovi le mani con poco burro e lasciate puntare per ulteriori 30 minuti, sempre scoperto. Ripetere l’ operazione (2 pirlature) dando la forma di due pagnottelle allungate e posizionate nello stampo di carta, formando una croce.
Posizionate lo stampo sulla placca che userete per la cottura, coprire con della pellicola per alimenti e mettete a lievitare in un luogo caldo (28°C) fino a quando l’ impasto sarà arrivato ad 1cm dal bordo dello stampo e si sarà distribuito in modo uniforme (6 ore circa). 
Una volta che la lievitazione sarà arrivata al punto giusto, con l’ aiuto di un sac à poche, distribuite la ghiaccia sulla Colomba in modo uniforme, cospargete con con le mandorle in lamelle e con la granella di zucchero.

                  

18 aprile 2020

IL TEMPO RITROVATO IN CAMPAGNA

  

Il tempo ritrovato. Ci avete mai fatto caso, come in questi giorni tutto sta trascorrendo lento e piacevole? Non parlo solo del cambio dell'ora che mi ha patito molto, ma soprattutto di quel tempo che solitamente non si trova ed invece ora sembra un dono. Tutti ne abbiamo a disposizione e tutti dovremmo capire come utilizzarlo al meglio.

  

In famiglia ci siamo dedicati ai grandi lavori di riordino di quelle stanze che "sì, quando saremo in ferie, sistemeremo" e quale periodo migliore di questo? Abbiamo sistemato ogni angolo di casa ed ora ci dedichiamo volentieri alla nostra parte preferita, che è quella all'aperto.


  

Orto, giardino, galline, le mie amate erbacce da catalogare e raccogliere per capire come sfruttarle al meglio in cucina, cercando di ridurre al minimo gli sprechi e trovare i giusti abbinamenti. Stare all'aperto è uno stile di vita, ammetto che io stessa non amo spesso, ma al tempo stesso non potrei più farne a meno. Se non avete un piccolo pollaio, non potete capire lo stupore e meraviglia che si ha ogni mattina entrando e trovare le uova ancora calde appena fatte. Vedere i germogli dei semi messi a dimora pochi giorni prima, vedere le piantine nella serra che piano piano iniziano a fare capolino. Raccogliere la prima rucola e farne un'insalata o un pesto fresco. Regalare agli uccellini un hotel di lusso in cui trovare sempre semi e frutta fresca. Vedere la natura con gli occhi di un bambino ed insegnare a lui le cose che sai. E' una scoperta unica, ogni giorno, qualcosa di nuovo. Questa è la nostra vita in campagna e sognamo ancora più in grande di così. Ritrovate il tempo anche voi, sognate anche ad occhi aperti, ma sognate sempre!

  

14 aprile 2020

UOVA SELVATICHE

                

A volte è davvero difficile combinare in un unico piatto ciò che uno ama. A volte però basta solo la semplicità e piccoli gesti dettati dall'amore. Io adoro le uova, il pane tostato, il burro e soprattutto le erbe selvatiche. Il pane deve essere un pochino morbido al centro e con la crosta croccante. Il burro, se salato lo preferisco, basta che non sappia però solo di acqua. Le uova le adoro morbide e quindi le mie preferite sono le barzotte. E le erbe, beh, con me ci andate a nozze, soprattutto se in mezzo ci fate passare anche qualche foglia di aglio orsino, il mio amato ed introvabile aglio orsino.

              

Uova selvatiche
Lista della spesa:
fette di pane casereccio
due uova non troppo fresche
burro salato
erbe selvatiche a piacere
fiori di borragine
pepe 

Procedimento:
Questa non la si può considerare una ricetta, talmente è banale. E' più un salva pasto, infatti se devo essere sincera me la sono preparata qualche domenica fa quando non sapevo cosa cucinare. Per prima cosa raccogliete le erbe che più vi piacciono la mattina o comunque poco prima dell'utilizzo. Io ho usato aglio orsino, erba cipollina, dragoncello e se vi piace (visto che in questo periodo è ancora dolce) le foglie di tarassaco. Lavatele per bene ed asciugatele. Portate a bollore in un padellino dell'acqua, versateci le uova, facendo attenzione che non sbattano sul fondo crepandosi, e cuocetele per quattro minuti e mezzo, una volta cotte passatele veloce nell'acqua fredda. Tostate il pane e spalmateci sopra qualche noce di burro salato. Sgusciate le uova ed iniziate ad impiattare. Mettete le uova sopra il pane, assieme alle erbe, i fiori di borragine, sale e pepe. Servite caldo, il pane deve crocchiare e le uova devono avere il tuorlo ancora bello cremoso.

              


11 aprile 2020

CRESCIA DI PASQUA

             

Ieri mattina, dopo aver visionato quanta poca roba avessimo nelle dispense, ho deciso di fare una lista delle cose mancanti e di uscire per fare la spesa. La sveglia era puntata alle otto di mattina, ma una cosa tira l'altra, il letto mi ha tenuta imprigionata e sono riuscita a liberarmi dalle sue coperte solo un'ora dopo. Prendo le mie borse, i guanti e la mascherina. E vado. Arrivo al solito supermercato e mi stupisco della quantità di persone presenti all'ingresso. Mentre parcheggio, penso tra me e me se sia il caso di restare lì, oppure di cambiare posto, ma decido di restare, perchè tanto la situazione sarebbe stata uguale in altri luoghi, se non peggio magari. Metto la mascherina, i guanti, disinfetto il carrello ed aspetto. Nel mentre giocavo col cellulare e no badavo ai discorsi della gente. Sono solita farmi gli affari miei, pensare a cosa fare durante la giornata. Controllare mentalmente la lista della spesa, non so voi, ma io più la controllo e più mi dimentico le cose, ed infatti poi arrivo a casa e manca sempre qualcosa. Decido di smettere di pensare alla spesa, il cellulare l'ho messo via, ed inizio ad ascoltare le cose che dicono le persone. Inizio ad entrare nei loro discorsi, sento la loro rabbia, la frustrazione, la noia che hanno addosso. Non sento nulla di bello, nulla di interessante, nessuno che tratta argomenti che servano a svagare la mente da ciò che sta succedendo. Inizio a fissarli, a guardare come portano le mascherine, a notare quanti di loro non hanno i guanti, a vedere quanti di loro sono accompagnati nonostante i divieti. Sono lì in coda da quasi un'ora. Inizia a mancarmi l'aria, nonostante mi sia messa al riparo dal sole. La mascherina mi da fastidio. Mi guardo attorno, nessuno si accorge del mio stato d'ansia. Guardo la gente, sono ancora lì che parlano di questo virus e che è tutto esagerato. Inizio a respirare piano. Inizio a capire quando mi si diceva "secondo me, finito tutto la gente avrà paura di uscire", perchè io ne ho paura. Inizio a capire cosa intendevo per libertà nella mia proprietà. Intendo questo. La gente che non capisce e se ne frega. La gente che si crede immune a tutto. La gente che "tanto viene a tutti" oppure quelli che "io faccio la spesa ogni giorno e sto benissimo". Sì, ma gli altri? Che ne sai se gli altri stanno bene. Che ne sapete voi di cosa succede fuori. Io mi sento libera in casa mia, proprio per questo, perchè in casa mia posso ancora controllare tutto e questo per me è senso di libertà. In tutto ciò comunque nella lista che avevo ho solo scordato due cose, ed è già buono. 

             
    
Crescia di Pasqua
Lista della spesa:

(stampo da 18cm di diametro, altezza 12cm)
500gr farina di tipo 1
5gr lievito di birra secco (in alternativa 25gr di pasta madre essiccata ed aumentate la lievitazione)

65gr olio evo
150gr latte intero t.a.
150gr di Grana Padano grattugiato
100gr di pecorino grattugiato
5 uova intere
12gr miele
un cucchiaio di sale fino
pepe nero macinato

Procedimento:
Per preparare l'impasto, io ho usato il bimby in modalità spiga, se avete un'impastatrice usate quella, se no lavorate a mano. Mettete nella ciotola la farina con il lievito ed il miele, azionate per mescolare bene il tutto. Aggiungete poi il Grana Padano grattugiato, il pecorino, il sale ed il pepe, azionate e mescolate. Versate a filo il latte e lasciate assorbire, aggiungete poi poco per volta le uova (sbattetele prima in una ciotola), una volta che si sono unite per bene aggiungete l'olio e lasciate lavorare l'impasto per almeno dieci minuti. Trasferite l'impasto poi in un piano da lavoro, lavoratelo un po e poi seguite la pirlatura. Formate poi una palla e trasferitela nello stampo che avete scelto. Io ho usato uno stampo in pirex di vetro e l'ho unto con dello staccante spray. Mettete poi a lievitare l'impasto nel forno con la luce accesa, per circa tre ore, o finchè non vedete che l'impasto arriva al bordo. Mettete a cuocere in forno statico a 180°C per un'ora, se vedete che trascorsa la prima mezz'ora la crescia è scura, copritela con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare, servite con formaggi, fave ed olive. 

*P.s. esiste una versione più tradizionale che consiste nel mettere il pecorino a pezzi e non grattugiato come ho fatto io. Se desiderate, una volta fatto l'impasto e lavorato dieci minuti, aggiungete il pecorino a pezzi ed impastate piano piano per due minuti, giusto il tempo che il pecorino si amalgami con l'impasto.

             

10 aprile 2020

RAVIOLI CINESI IN PADELLA

                  

Il tutto nasce da una necessità. L'ho sempre pensato e ieri ne ho avuto anche la conferma. Anche in cucina si fa di necessità virtù. A casa ormai stiamo svuotando i freezer (sì ne ho due), i frigoriferi (sì ne ho due), i ripiani della cucina che una volta erano pieni di cibo, tra pane, crackers, biscotti e roba varia. Di buono è che la dispensa di emergenza è ancora ben fornita, comprese farine e l'introvabile lievito. Iniziano a scarseggiare le verdure e soprattutto la carne, per i due carnivori di casa, è finita del tutto proprio ieri sera. Ma come dicevo prima, si fa di necessità virtù. Mercoledì notte in piena luna piena, per l'appunto, mi sono svegliata e mi sono detta "tiro fuori la pasta vegan, così domani ci faccio qualcosa". Beh, fatto sta che girando tra i social mi è finita tra uno scroll e l'altro la foto di un piatto di ravioli cinesi. Bene. Li volevo, ma al tempo stesso non volevo lasciare ad un triste destino la pasta vegan che avevo scongelato, così ho usato lei al posto dell'impasto solito dei suddetti ravioli. Quindi, ecco perchè tutto nasce da una necessità, in questo caso l'evitare lo spreco.


             

Ravioli cinesi in padella
Lista della spesa per 15 pezzi
Per la pasta:
250gr di farina 0
140gr di acqua

Per il ripieno:
un quarto di verza
1 porro (la parte bianca)
2 carote 
salsa di soia
pepe macinato
5gr di gran masala in polvere (o mix di spezie a vostro piacere)
2gr di cardamomo in polvere
2gr di coriandolo in polvere
olio evo

Procedimento per la pasta:
Per prima cosa preparate la pasta, mettete la farina a fontana in una spianatoia e versateci all'interno l'acqua, impastate finchè l'impasto non è liscio. Avvolgete la palla ottenuta nella pellicola e lasciate riposare almeno trenta minuti in frigorifero. Lasciar riposare la pasta permette alla farina di continuare ad idratarsi ed al glutine di rilassarsi. Mentre la pasta riposa in frigo, preparate il ripieno di verdure. Pulite le verdure, sbucciate le carote, queste tagliatele a dadini. La verza ed il porro a listarelle. Scaldate un filo d'olio in una padella, versateci le verdure, per prima le carote che essendo dure devono cuocere di più, quando sono quasi cotte aggiungete il porro e la verza, se vedete che asciugano troppo versateci dell'acqua per continuare la cottura, regolate di sale con la salsa di soai ed aggiungete poi le spezie. Lasciate raffreddare, nel mentre prendete la pasta che avrà riposato ed iniziate a stenderla con il mattarello, con l'aiuto di un coppa pasta create dei dischi di dieci centimetri di diametro. Adagiateci sopra un cucchiaio di impasto e chiudete il raviolo a mezza luna. Se notate che fate fatica a chiuderlo, bagnate i bordi e con le dita premete per sigillare. Prendete una padella anti aderente, versateci un filo d'olio e mettete a rosolare (devono fare una crosticina scura) i ravioli in piedi, una volta rosolati, versateci sopra un bicchiere d'acqua ed abbassate la fiamma, cuocete per circa dieci minuti con il coperchio leggermente scostato dalla padella. Se notate che l'acqua evapora in fretta, aggiungetene ancora. L'ultimo minuto di cottura fatelo senza coperchio, alzate la fiamma e rosolate anche i lati dei ravioli. Servite poi caldi, accompagnati con delle verdure crude e salsa di soia.

             

9 aprile 2020

FINTI ARANCINI

             

Giorno cinquantredì. Eh, date mi tregua io non sto più tenendo il conto ed oggi ho perso anche coscienza del giorno esatto in cui siamo, ero convinta che fosse boh, martedì tipo, invece no. Perdo colpi ed inizio un po ad essere meno presente anche in cucina. Tipo ieri a pranzo ho scongelato il pesto e fatto la pasta. A cena ho messo insieme le poche verdure rimaste e fatto un'insalata, uova strapazzate con erbe aromatiche e fine. No, io di solito non cucino così, cerco di impegnarmi per non mollare il tiro. Non voglio mollare il ritmo che avevo con la linea e soprattutto non voglio che proprio ora il mio cervello inizi a svalvolare. Giorni fa, seguendo la ricetta di una Chef pugliese ho fatto delle palline al formaggio, che sto male al solo pensiero. Tre ingredienti, fritte, con il ripieno di formaggio che sbam! ti scoppia in bocca, estasi pura. Vorrei riattivarmi, ma devo anche ammettere che tra pochi giorni (due) mi dovrebbe arrivare il ciclo, quindi sono tra l'essere scoglionata col mondo, apatica ed irritante praticamente ventiquattro ore su ventiquattro, non so se mi spiego! Comunque in tutto ciò, ho alcune foto nell'archivio tra cui questi arancini fintissimi fatti con avanzi di risotto agli asparagi e ripieno di formaggio. 

             
Finti arancini con formaggio
Lista della spesa:
La ricetta non dovrebbe avere dosi, andate a sentimento (io comunque ho pesato tutto)
400gr di risotto agli asparagi (o quello che avete voi)
4 uova (2 servono per la panatura)
200gr di formaggio filante
pepe nero
sale
olio per friggere
pan grattato

Procedimento:
Boh, io davvero ve lo devo dire? Per prima cosa formiamo l'impasto per gli arancini, in una ciotola mescolate il risotto con due uova, del pepe, del sale se volete correggere e qualche cucchiaiata di pan grattato. Formate delle palline con l'impasto ottenuto, grosse come una noce, metteteci dentro un pezzetto di formaggio filante e chiudete. Sbattete le due uova restanti e tuffateci le palline poche alla volta, dentro. Passatele nel pan grattato e se volete ripetete l'operazione, così da avere una doppia panatura. Continuate fino ad esaurimento palline. Scaldate l'olio in una pentola dai bordi alti e friggete i finti arancini, finchè non saranno croccanti. Servite caldi, così da mantenere la cremosità del formaggio all'interno.

              

4 aprile 2020

DANUBIO CON CREMA DI NOCCIOLE

                  

Li ho sempre visti, quei lievitati super soffici che sembravano cuscini. Soffici, così soffici che appena li toccati il dito affondava dentro. Alcuni lievitati li ho sempre immaginati così. Quello che tra tutti mi ha sempre attirata è il danubio, un dolce di origine austriaca che venne importato in Italia, precisamente a Napoli, grazie ad una storia d’amore. Giovanni Scaturchio aveva preso parte alla prima guerra mondiale e quando tornò a Napoli, dove aveva fondato anni prima una delle più rinomate pasticcerie, portò con sè la sua bella moglie austriaca. Da qui si diffuse il Danubio, che in origine si chiama Buchteln ed è farcito ancora oggi in Austria con una crema alla vaniglia, ma io lo preferisco con la crema di nocciole. 

              

Danubio dolce con crema di nocciole
Lista della spesa:
500gr di farina di forza
200gr di latte
200gr di acqua
50gr di zucchero di canna
50gr di burro t.a.
5gr di lievito di birra secco
5gr di sale fino
crema di nocciole per farcire
tuorlo d'uovo per spennellare
latte per spennellare

Procedimento:
Per prima cosa prepariamo in una ciotola il lievitino con una parte di farina (100gr), latte (50gr), acqua (50gr) ed il lievito, mescolate, si formerà un impasto simile alla pastella, mettetelo a lievitare nel forno con la luce accesa per un'ora almeno o finchè il volume non sarà raddoppiato. Una volta raddoppiato di volume, mettetelo nella planetaria ed aggiungete gli ingredienti restanti, tranne il burro. Una volta che l'impasto inizia a prendere la forma di una palla ed a staccarsi dalle pareti, aggiungete il burro a pezzi poco per volta aggiungendo anche il sale. Impastate per almeno cinque minuti e poi lasciate lievitare all'interno della ciotola per circa due ore, o finchè il volume non sarà raddoppiato. Una volta lievitato, mettete l'impasto su un piano da lavoro ed iniziate a formare delle palline, io sono riuscita a formarne 18 pezzi da circa 40gr. Mi raccomando quando formate le palline tenetele coperte, così che non secchino. Prendete i pezzi di impasto, allargateli con le mani e riempite al centro con un cucchiaio di crema di nocciole, chiudete pizzicando e poi arrotolate bene. *Se non riuscite a riempire l'impasto con la crema a temperatura ambiente, mettete delle cucchiaiate in una teglia e poi mettete a congelate, una volta dure sarà più facile riempire l'impasto*  Ungete uno stampo da 30cm (oppure usate due stampi più piccoli e dividete le palline nei due stampi) e disponete a cerchio le palline, distanziate di qualche centimetro per facilitare la lievitazione. In una ciotolina sbattete il tuorlo con qualche cucchiaio di latte e spennellate ogni pallina. Lasciate lievitare per circa un'ora, coprendo la teglia con della pellicola, a temperatura ambiente. Preriscaldate il forno a 180°C e cuocete per trenta minuti (se avete distribuito le palline in due teglie, cuocetele per circa venti minuti), lasciate raffreddare una quindicina di minuti prima di servire, perchè a parer mio il danubio è buono solo se tiepido!

              

2 aprile 2020

PANE IN CASSETTA

                 

In questi giorni in cui ci è stato chiesto dal mondo intero di restare chiusi in casa, io mi sono data alla cucina come non avevo mai fatto in questi anni. Sto scoprendo un sacco di mondi che fino a poco fa per me erano sconosciuti. Sto leggendo libri che mi illuminano e mi incuriosiscono, cose che leggo e dopo pochi secondi vorrei già cimentarmi. Avere gli ingredienti pronti e buttarmici a capofitto. Però devo frenare l'entusiasmo e cercare di non mescolare troppo le varie tecniche e ricette che sto apprendendo, per non fare nel mio cervello un minestrone di pasta e fagioli. Quindi cercare di elaborare tutto, prendere appunti, fare prove e quando verrà bene, passare al prossimo step, alla prossima rivelazione, alla prossima scoperta. Fare il pane, durante questa quarantena, è diventata un'abitudine di tutti ormai. Non solo qua in Italia, ma anche oltre oceano, farina e lievito stanno diventando introvabili. Io, visto che già ero preoccupata di questo virus, con fare non sospetto ho fatto una spesa l'ultima settimana di febbraio in cui ho riempito la dispensa, e fatto una bella fornitura di lieviti e farina. Quindi già che avevo tutto, perchè non provare a fare il pane in cassetta?


              

Pane in cassetta
Lista della spesa:
750gr di farina 330W
400gr di acqua
5gr di lievito di birra disidratato
120gr di yogurt greco
2 cucchiaini di sale

Procedimento:
Portare in un padellino l'acqua a 37°C, scioglieteci il lievito di birra ed il latticello. Lasciate riposare qualche minuto. Nell'impastatrice mettete la farina, il sale ed il liquido scaldato prima, impastate per cinque minuti, e lasciate lievitare nella ciotola (coperta) per un'ora. Prendete poi lo stampo del pane in cassetta, foderatelo di carta da forno, oppure ungete ed infarinate con farina di semola, adagiateci l'impasto del pane e lasciate lievitare in un luogo caldo, coperto da un panno umido, per circa sei ore o finchè non vedete che l'impasto è lievitato fin quasi sopra il bordo dello stampo. Preriscaldate il forno ventilato a 200°C e cuocete nel ripiano più basso per 40 minuti. Prima di sformarlo, lasciate che si raffreddi. Tagliatelo a fette, tostatele e servite con burro e confetture.

              
© SELVATICA - CUCINA DELL'ANIMA. Design by FCD.