30 novembre 2018

RUBRICA: COLAZIONE SENZA ZUCCHERO - BISCOTTI VEGANI AL COCCO



Chi mi conosce sa quanto io ami la frutta tropicale, nonchè frutta presente nel mio paese natale. Per me d'estate il must è un gelato con cocco e mango, se presente nei gusti anche la guajava. Trovo che la frutta tropicale abbia quel qualcosa in più, o forse è solo una mia idea perchè mi fa pensare un sacco alla mia prima casa. In fondo le mie origini sono quelle ed è giusto viverle anche solo gustando un gelato in piena estate. 

Il cocco da sempre è il mio frutto preferito. In botanica, il cocco è il frutto della palma da cocco: si tratta di una pianta longeva e possente, tipica dei Paesi a clima caldo-temperato; originaria dell'Indonesia e simbolo delle isole del Pacifico, la palma da cocco viene tuttora largamente coltivata in India, Tailandia, Messico e Brasile.La palma da cocco si presta a moltissimi scopi: a tal proposito, viene comunemente fregiata dell'appellativo "Re dei vegetali". Il cocco si presta a moltissimi scopi: l'acqua contenuta all'interno del frutto, la cosiddetta acqua di cocco, vanta proprietà rinfrescanti, diuretiche ed anche lassative, bevanda di cui io vado matta. 

Ricordo che da bambina in campagna, quando uscivo con mia madre e mia sorella, c'era sempre qualcuno che ci accoglieva in casa donandoci un cocco. Vedevamo tutto dalla raccolta fatta direttamente sull'albero, al lancio a terra, al contadino che con il macete apriva il cocco, ne ricavava prima l'acqua che poi ci porgeva ed infine di passava metà del cocco ed un cucchiaino, ed io lo raspavo tutto e mi sentivo la bimba più felice del mondo. Erano quelli freschi, quelli giovani, il cocco d'acqua dalla polpa morbissima. Oggi, per la rubrica della colazione senza zucchero, vi spiego come fare dei biscotti che vi dureranno poco e niente tanto sono buoni!



Biscotti vegani al cocco
Ingredienti per circa 40 biscotti:
130gr di farina 00
160gr di farina di cocco
120gr di zucchero muscovado
75ml di latte di cocco
60ml di olio di semi
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
40gr di cioccolato fondente 99%

Procedimento:
Per prima cosa preriscaldate il forno a 180°C. Prendete una ciotola e mescolate insieme la farina, il cocco, il sale ed il bicarbonato. In un'altra ciotola unite il latte di cocco, lo zucchero e l'olio e mescolate con una frusta a mano, finchè non vedrete che si sono ben mescolati tra di loro. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate con una spatola finchè l'impasto non sarà omogeneo ed appiccicoso. Prendete due teglie da forno, rivestitele di carta da forno ed iniziate a formare i biscotti. Per prepararli bagnatevi le mani, prendete dieci gr di impasto, formate un salsicciotto piccolo e poi appiattitelo una volta messo sulla teglia, distanziate i biscotti l'uno dall'altro perchè tendono un po ad allargarsi. Continuate così fino ad esaurimento impasto, ricordandovi di bagnarvi le mani ogni qualvolta vedete che l'impasto vi resta appiccicato alle mani. Cuocete per non più di dodici minuti, non preoccupatevi se vi sembrano morbidi, lo devono essere, perchè si induriranno, ma non eccessivamente una volta freddi. Lasciateli raffreddare e nel mentre sciogliete a bagno maria il cioccolato fondente, una volta che i biscotti sarannoo freddi decorate facendo delle righe, con il cioccolato sopra di essi. Lasciate nuovamente raffreddare e gustate per la colazione, si conservano (se riuscite, noi non ce l'abbiamo fatta) fino a due settimane chiusi in una scatola!

 

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/benessere/cocco.html

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/benessere/cocco.html

26 novembre 2018

VIN BRULE' BIANCO


Parto dicendo che sono astemia, o meglio, reggo poco l'alcol, forse questa è la giusta definizione per me. Mi basta mezzo bicchiere di vino per avere le guance rosse ed iniziare ad avere giramenti di testa. Amo il profumo delle spezie, che sia per casa, di fatti ogni tanto metto a bollire acqua cannella e chiodi di garofano insieme per dare un profumo speziato e caldo all'ambiente, sia in giro per le strade o mercatini in special modo. In questo periodo dell'anno iniziano a sentirsi per le strade ed anche in casa mia, il profumo di Vin brulé. 

Il vin brulé (noto anche come Vin Chaud in francese, Mulled Wine in inglese) è una bevanda calda a base di vino (tradizionalmente vino rosso), zucchero e spezie aromatiche diffusa in numerosi paesi e semplice da preparare. In Europa centrale si consuma soprattutto nel periodo dell'Avvento. In Italia, soprattutto settentrionale, si trova, come dicevo prima, nei mercatini di Natale, o, più in generale, preparato artigianalmente in pentole o thermos e distribuito al pubblico durante le feste popolari del periodo invernale. 

Non l'ho mai amato, ma quest'anno ho voluto provarlo usando il vino bianco anzichè quello rosso, che a parer mio è molto più forte. Dovete sapere che ho un debole per i vini bianchi, nonostante la mia bassissima soglia con cui reggo l'alcol. Avevo casualmente dello scarsissimo vino da cucina in casa, quello classico nelle confezioni di cartone che comunemente si usa per cucinare ed ho deciso di provare!



Vin Brulé
Ingredienti per quattro bicchieri:
750ml di vino bianco
1 arancia
6 chiodi di garofano
3 bacelli di anice stellato
1 stecca di cannella
60gr di zucchero di canna
200ml di acqua

Procedimento:
Sbucciate l'arancia e ricavatene la buccia priva della parte bianca. Prendete un pentolino e versateci all'interno la buccia d'arancia, i chiodi di garofano, la cannella, l'anice stellato, lo zucchero e l'acqua, fate bollire per circa dieci minuti a fuoco basso, mescolate bene al fine di sciogliere bene lo zucchero. Trascorso il tempo necessario versateci dentro il vino bianco, lasciate riposare almeno dieci minuti, prima di servirlo se vedete che è freddo dategli una scaldata, servite ben caldo. Vino, spezie, agrumi e convivialità: tutto questo è il vin brulè, la bevanda che riscalda le nostre serate più fredde.



23 novembre 2018

RUBRICA: COLAZIONE SENZA ZUCCHERO - PANE BURRO E MARMELLATA


Ormai, le settimane della mia dieta iniziano ad aumentare ed io non posso che esserne orgogliosa. Lo zucchero è un bel ricordo che ogni tanto fa capolino, ma poi va via senza rimpianti. Devo ammettere che stoo riscoprendo cose che avevo lasciato alle spalle e scopro cose nuove che sono davvero buone. Oggi per la Rubrica del Venerdì vi propongo una colazione o merenda intramontabile, che non passa mai di moda, ma che spesso da alcuni è dimenticata. Pane burro e marmellata! 

Chi da bambino non ne mangiava? Che fosse la nonna a farcela o la mamma, era sempre festa, si mangiava con poco ed il tutto era gustoso ed accompagnato da un sorriso unico. Esistono ancora persone che a colazione o merenda fanno questo spuntino? Avete ancora la passione per le tradizioni e la voglia di eliminare il più possibile gli alimenti confezionati dalle nostre vite? Dovremmo fare una rivoluzione e portare in casa di nuovo le marmellate e le confetture, che siano fatte in casa oppure di prima qualità. Dovete sapere che anche se credete che sia ricca di zuccheri aggiunti, ne esistono di varietà composte solo da polpa di frutta, basta sapere ed aver voglia di leggere le etichette. Perchè dovete capire, che l'etichetta di un prodotto che state andando ad acquistare vi apre un mondo intero e la maggior parte delle cose, fidatevi di me, non le comprereste più. 

La colazione tradizionale che vi propongo è composta dalla marmellata, anche se dolcificata con succo di mela o fruttosio, è ricca di zucchero e deve essere abbinata a carboidrati complessi e fibre, come quelli del pane per garantire energia a lungo termine. Il burro è poi il giusto completamento essendo una fonte di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. Meglio di una brioche o fette biscottate dai dubbi grassi e da prodotti da forno che nascondono fra gli ingredienti olii vegetali idrogenati, tantissimo sale, zuccheri ma poca sostanza. 

Mamme e nonne raccontavano di merende semplici, che i figli degli anni ottanta, delle merendine e del gelato gusto puffo non avrebbero mai considerato. La marmellata era andata in soffitta ed era sparita dalle case, in nome del fast-snack e dei dolci più elaborati, oggi io la riporto in tavola!



Pane burro e marmellata
Ingredienti per la focaccia:
La versione che vi propongo è quella di Simona (con due modifiche), una focaccia senza impasto, veloce e facile da fare

250 gr di farina 0
250 gr di farina 00
365 gr di acqua a temperatura ambiente + 30 gr per il lievito
1 cucchiaio di miele
3gr di lievi di birra secco
1/2 cucchiaino di zucchero
9 gr di sale
3 cucchiai di olio extravergine + 1 filo per la teglia
2 cucchiai di acqua
sale grosso

Per guarnire:
confettura ai frutti di bosco 100% polpa senza frutta
lamponi freschi
burro salato


Procedimento:
Per prima cosa accendete il forno ed impostate, se l'avete, il programma lievitazione, se no accendetelo e lasciate la luce accesa, deve arrivare ad una temperatura di circa 26°C. Prendete una ciotolina sciogliete il lievito e lo zucchero in gr 30 di acqua a temperatura ambiente, fate riposare per circa dieci minuti o finchè non si sarà formata una schiumetta in superficie. In una ciotola capiente mettete le farine, il sale, il miele, l'acqua ed il lievito. Mescolate velocemente con un cucchiaio di legno. L'impasto risulterà molle ed appiccicoso, non preoccupatevi deve essere così. Prendete la ciotola e mettete in forno, lasciate lievitare per circa tre ore o comunque fino a quando l'impasto non sarà triplicato. Trascorso il tempo rovesciate l'impasto sulla teglia del forno precedentemente oliata, l'impasto è morbidissimo, semi fluido, come consiglia Simona, disponetelo al centro e lasciate che si allarghi da solo per evitare di scoppiare le bolle, quindi lasciatelo lì almeno cinque minuti, farà tutto da solo, eventualmente dopo allargatelo con le mani unte. Preparate un'emulsione di olio ed acqua e versatela poco a poco sull'impasto praticando dei buchi con i polpastrelli, molto delicatamente. Cospargete di sale ed infornate in forno già caldo a 200° per circa 25 minuti, gli ultimi cinque minuti nella parte bassa del forno per formare la crosticina sul fondo della teglia. 

Preparata la focaccia la potete conservare per la vostra colazione o merenda. Per la colazione, non dovete fare altro che prenderne un pezzo, spalmare sopra il burro, un cucchiaino di marmellata e sentire il gusto della tradizione ed il profumo della nostra infanzia, magari avendo alla mente anche qualche bel ricordo di chi ci offriva questo spuntino!


16 novembre 2018

RUBRICA: COLAZIONE SENZA ZUCCHERO, SFOGLIE ALLE MELE



Chi mi segue sa che dal mese di Ottobre ho iniziato una dieta senza zucchero, ero partita togliendoli giusto per gioco, per vedere quanto io potessi resistere senza mangiare un pezzetto di cioccolata al latte, oppure un marshmallow o un semplice dolce a fine pasto, oppure ancora meglio il semplice cornetto a colazione. Ho deciso e mi sono messa d'impegno, come avrete letto nei precedenti post, devo sinceramente, che il problema della mancanza di zuccheri sorge solo nei primi tre giorni.. Almeno nel mio caso. Il secono giorno senza zucchero ho dato di matto, poi non so come, un po per buona volontà e costanza, il mio corpo si è abituato e dopo nemmeno quattro giorni, rifiutavo senza rammarico i dolci che mi venivano offerti. Il secondo problema che mi sorgeva era la colazione. Da ragazzina ho sempre preferito le colazioni salate a quelle dolci, per poi ritrovarmi a mangiar pizza farcita nemmeno alle otto di mattina, per non parlare del periodo in cui mangiavo solo patatine, potete capire il mio fegato ed io mio colesterolo quanto fossero contenti. Devo dire comunque che questa "dieta" se così la può chiamare, io dire più una scelta, mi sta portando dei benefici. Ho la pelle del viso e del corpo molto più luminosa e morbida, i gonfiori piano piano iniziano a scendere, la volta alla settiimana che mangio una porzione di dolce ammetto che ne ho subito basta, non sentendone il bisogno mi da subito la sensazione di sazietà, però devo dire che i sapori hanno un altro gusto. Un'altra nota positiva, devo dirlo, sta nel portafogli. Le uscite per i dolciumi non essendocene più, perchè dovete considerare anche lo zucchero presente nei succhi di frutta e quindi anche loro aboliti, sono inesistenti e quindi ci sono quei due soldini in più per fare la spesa e magari comprare un po più di frutta e verdura. Ma ritornando alla questione colazione, ho deciso di proporvi una rubrica in cui vi racconto di come da ottobre faccio colazione. All'inizio, come ho detto in precedenza è stato difficile, oggi invece mi sbizzarrisco a volontà. Ogni venerdì, vi proporrò quindi una delle mie colazioni senza zucchero.



Sfoglie alle mele e succo all'arancia
Ingredienti per tre persone

Per le sfoglie di mele:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
2 mele golden
2 cucchiai di confettura a base di sola polpa di frutta

Per il succo all'arancia:
400gr di polpa di arancia
500gr di acqua
1 cucchiaio di miele (se lo gradite, io non l'ho messo)

Procedimento per le sfoglie:
Iniziate accendendo il forno a 180°C. Srotolate la sfoglie e con l'aiuto di un coltello ricavatene sei rettangoli. Prendete le mele, sbucciatele, privatele dei semi e tagliate a fettine. Spennellate ogni rettangolo con la confettura che avete scelto, adagiateci poi sopra le fette di mele, create poi i bordi con la pasta sfoglia, infornate finchè non vedete che iniziato ad imbrunire, circa 15/20 minuti, sfornate, potete gustarle calde oppure a temperatura ambiente.

Procedimento per il succo:
Prendete il vostro frullatore, metteteci all'interno le arance con il miele ed azionate alla massima potenza, lasciate frullare per uno o due minuti. Aggiungete poi l'acqua e sempre alla massima potenza fate andare per circa trenta secondi, versate il tutto in una bottiglia o caraffa e servite così oppure dopo un riposo in frigorifero.


7 novembre 2018

RISOTTO ALLA ROBIOLA DI ROCCA VERANO


Devo ammettere che con i risotti non sono mai stata tanto brava, ho sempre avuto molta difficoltà nel tenere il chicco bello al dente o comunque non scotto. Un po vuoi che mamma lo facesse così, un po vuoi che nel mio paesello natio si facesse così, devo dire che da un anno a questa parte odio il riso scotto e lo voglio al dente. Così, affiancando lo Chef dl ristorante in cui lavoro ho appreso la giusta tecnica ed ora non mi ferma più nessuno, in più devo anche dire che fare la Chef per la riseria Franco Demichelis di Villanova Monferrato ha avuto anche il suo perchè, vuoi mica che serva il riso scotto a dei futuri clienti? Così mi sono allenata e devo dire che sono molto migliorata. Che poi se stiamo a vedere non ci va molto, eppure con il riso dovete sapere che la cottura continua anche dopo che avete spento il fuoco, ecco quindi il motivo per cui bisogna lasciarlo a parer mio almeno un minuto indietro di cottura e se dovete aspettare i vostri commensali a tavola anche due o tre, così la cottura continuerà da sola ed il chicco sarà perfetto. 

Sempre grazie al ristorante, La Locanda del Rubino, ho avuto modo di conoscere uno dei formaggi più buoni, ma al tempo stesso puzzolenti, di sempre, la Robiola di Roccaverano (DOP) un formaggio italiano a denominazione di origine protetta. Il nome robiola deriverebbe da Robbio, comune italiano in provincia di Pavia, dove già nel XVI secolo veniva lavorato questo formaggio. Di antica origine, è citata da Frugoli nel suo ponderoso trattato scritto intorno al 1638, Pratica e Scalcaria, ove si afferma: 
«...e questo prodotto con latte di capra sarà il peggiore di tutti i formaggi, poiché asciuga rapidamente e non sarà adatto a coloro che soffrono di malinconia o a chi soffre di renella.» 

Il nome proprio invece è legato a Roccaverano, un comune in provincia di Asti, ma l'area di produzione della robiola comprende il territorio a cavallo fra le province di Asti e di Alessandria nella parte orientale delle Langhe. È un formaggio fresco, a latte crudo piuttosto grasso a, pasta cruda e bianca e privo di crosta. Deve contenere come minimo il 50% di latte caprino, che può essere integrato con percentuali variabili di latte vaccino e/o ovino. Il latte vie portato a temperatura di 18º, con aggiunta di presame liquido; talvolta viene spruzzato di sale di cucina. Può essere consumato dopo il quarto giorno dalla cagliata. Si presenta in forme cilindriche di diametro tra i dieci ed i quindici centimetri con bordi arrotondati e di peso unitario mediamente tra i 250 e i 350 grammi. La pasta è quasi bianca o di un pallido paglierino, privo di crosta vera e propria, dal gusto "dolce", un po' più saporito nelle forme stagionate. È ben accompagnato da vini quali la barbera d'Asti, la barbera del Monferrato, il dolcetto di Ovada e il grignolino d'Asti.



Io ho deciso di farlo, in quanto così da solo questo tipo di formaggio non riesco proprio a mandarlo giù, accompagnato da gocce di zucca, timo fresco e paprica dolce.

Risotto alla robiola di Roccaverano, crema di zucca e paprica
Ingredienti per tre persone:
250gr di riso carnaroli
150gr di robiola di Roccaverano
200ml di panna da cucina
20gr di burro
100ml di vino bianco
olio evo
acqua
sale
timo fresco
paprica dolce in polvere
100gr di crema di zucca (avanzata dal giorno prima, semplicemente frullata ed allungata con l'acqua)

Procedimento:
In una pentola preparate l'acqua bollente e salate, in questa ricetta non useremo il brodo per evitare di avere il riso giallino, noi lo vogliamo bianco essendo a base di un formaggio bello chiaro.
Prendete una padella larga con il bordo medio alto, versateci un filo d'olio, aggiungete il riso e fate tostare per un minuto, trascorso il tempo necessario per la tostatura sfumate con il vino bianco e fate evaporare. Una volta evaporato versate qualche mestolo di acqua bollente, mescolate, abbassate la fiamma ed iniziate la cottura. Consiglio di avere un cronometro a portata di mano, è molto utile per i tempi di cottura. Passati i primi cinque minuti mettete in padella oltre all'acqua bollente anche la panna da cucina e la robiola tagliata a pezzi, mescolate e continuate la cottura. Arrivati a circa 15 minuti, se il chicco vi risulta quasi pronto, togliete dal fuoco e mettete in padella il burro. Lasciate riposare un minuto, mescolate bene ed il vostro risotto sarà pronto. Decorate i piatti con le gocce di crema di zucca (la crema è stata fatta cuocendo la zucca in acqua bollente in una pentola, la zucca deve succhiare tutta l'acqua, dopo di chè usate il frullatore ad immersione e riducete in crema, regolate di sale e pepe), qualche foglia di timo e la paprica in polvere. Sentirete che bontà!

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