17 ottobre 2018

TARALLI PUGLIESI ALL'ACQUA



Quando sono stata in Puglia per la prima volta avevo diciotto anni, era la mia vacanza dopo la maturità. Presi il treno di notte, assieme a mia cugina ed il suo fidanzato dell'epoca e ci sparammo dieci ore di viaggio nella nostra cuccetta. Ricordo che ero emozionata all'idea di toccare il territorio del salento, tanto decantato dai miei compagni che venivano dal sud, ero pronta ad assaggiare le loro prelibatezze che trovavo solo qua nei nostri market ed a tuffarmi nel loro mare cristallino. Ricordo che quando arrivai restai un po delusa, nessuno mi aveva parlato del terreno arido, dei pochi alberi verdi, delle strade non proprio bellissime con l'asfalto rovinato, dell'erba che aveva tutto tranne il colore dell'erba; ma al tempo stesso, ricordo quelle case bianche lontanissime dalla strada, che avevano un vialetto d'ingresso cui facevano da padrone interminabili campi di ulivo. Erano le masserie. Nessuno me ne aveva mai parlato, forse perchè quando si pensa alle vacanze tutti hanno in mente solo il mare, ma io a vederle, così, lontane, bianche, con i loro tetti bassi e con tanta ricchezza di piante attorno, ci rimasi di stucco, ed ogni mia aspettativa se prima stroncata, era rinata in un batter d'occhio. Quell'estate mangiai come non ci fosse un domani, pure la zuppa di pesce che io odio profondamente, e per la prima volta in vita mia l'aragosta, ma resto umile ed i gamberi restano sempre i miei preferiti. Tra le delizie salate, e qui partirebbe un elenco interminabile, i taralli erano la mia passione. Ne assaggiai di ogni gusto, pure quelli al finocchio (che ditemi, chi li ama???!!!), tant'è che appena posso o li compro o li preparo, nonostante io conosca i tempi lunghi della loro preparazione. Però li porto nel cuore e quindi farli a volte mi scalda l'anima.



Taralli pugliesi all'acqua
Ingredienti (dose per circa 70 pezzi):
550gr di farina 0
15 gr di sale fino
200gr di acqua
125gr di olio evo

Procedimento:
In una ciotola capiente versate la farina, il sale e l'olio, mescolate con un cucchiaio di legno ed appena avrete una consistenza sabbiosa aggiungete l'acqua, continuate a mescolare con il cucchiaio e poi spostatevi su di una spianatoia infarinata e lavorate con le mani per almeno dieci minuti. Trascorso il tempo di lavoro, armatevi di tanta pazienza, ricavate dalla pasta ottenuta dei vermetti lunghi circa dieci centimetri e dategli poi la forma classica del tarallo. Continuate fino ad esaurimento del composto. Prendete una pentola alta e larga e portate a bollore dell'acqua non salata. Una volta che inizia a bollire tuffateci dentro un po di taralli, pochi per volta, scolateli una volta che sono venuti a galla, disponeteli poi su di una teglia con un panno e lasciatel asciugare, continuate fino alla cottura di tutti. Disponete successivamente i taralli in una placca da forno foderata di carta, cuocete in forno preriscaldato a 190°C per trentacinque minuti. Una volta cotti lasciateli raffreddare e poi gustateli, li potete conservare in un contenitore ermetico o in un sacchetto, se durano!! E come dice il detto "E' finito tutto a tarallucci e vino!"

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