25 ottobre 2018

TU, MI HAI DATO LA VITA


Mi sono resa conto ora che non parlo mai di te, e così nel cuore della notte butto giù qualcosa che non so da dove arriva, forse dal cuore. Ligabue canta "Tu sei Lei" e nel mio caso posso dire "Tu sei Lui". No, perchè devi sapere, che tu mi hai dato la vita anche se non te ne rendi conto. Mi sveglio ed il primo pensiero va a te. Chissà se hai sognato qualcosa nelle ore appena passate, chissà se hai sognato me. Avrai allungato la mano per cercarmi anche se dormivi? Mi capita di pensarlo, perchè io lo faccio. Ero così abituata ad averti vicino che quando non ci sei ti cerco, ma so che sei comunque al sicuro e mi calmo.

Al mattino, dicevo, ti penso appena apro gli occhi. Mi faccio un sacco di domande, poi mi giro da un lato, chiudo gli occhi e mi riaddormento. Li riapro di colpo e penso ancora a te. Sei lì, ti sento, solo non riesco a vederti. Io ti ho sognato sai? Eri lì e mi cercavi, come spesso fai. Mi chiamavi ed io arrivavo da te. Mi hai dato la vita, questo te l'ho gà detto? No, perchè se vuoi te lo ripeto. Quando poi mi alzo e vengo da te, ti guardo, sorrido e trattengo il respiro. Hai le braccia ed il sedere scoperti, scrollo la testa e sospiro. Sei sempre scoperto, nonostante mi alzi a coprirti la notte. Perchè so che appena apri gli occhi mi dirai "Ho frrrreddo!", con la tua erre che c'è e non c'è. Ti guardo ancora un minuto e mi dico quanto sono fortunata e quanto sono felice ad averti con me. Ti sveglio, ti scaldo e ci diamo il buongiorno pieno di baci, che solo noi sappiamo quanti, o finchè tu non mi dici "Basta mamma!", allora mi fermo e scendiamo.


Andiamo in bagno, ci laviamo, ti vesto e mi ripeto sempre "devo comprare delle magliette nuove", sì perchè devi sapere che quelle che hai iniziano a farti "difetto" ma sono così belle che mi scoccia metterle via nello scatolone dei panni vecchi. Tu cresci ed io penso ancora a quando per dire trattore grande dicevi esattamente "ote ande". Ho un video di quando lo dici, e quando lo guardo penso a quanti weekend mi sono persa per andare a lavorare, a quante cose non ho visto con te ed a quante parole nuove non ho sentito per la prima volta, però poi mi dico che durante la settimana ci sono sempre stata e va bene così. Cresci e nemmeno me ne rendo conto, ma perchè lo fai così in fretta, non puoi rallentare? Lo dico per me, mi sento un po egoista, ma vorrei averti ancora per un po piccolo.

Mi hai dato la vita, forse l'ho già scritto, ma vorrei tu lo sapessi e capissi davvero il significato di queste parole. Mi hai reso nuova. Mi sento più dolce, ma al tempo stesso più dura e consapevole delle cose. Da quando ti ho, sento le emozioni come se si fossero ampliate fino al cento per cento, non so spiegarlo. Forse un modo ci sarebbe, sì, sai, io per te scalerei le montagne e passerei addosso alla gente senza pensarci due volte. Mi hai dato qualcosa per cui meritasse vivere, ecco cosa vuol dire "mi hai dato la vita".

22 ottobre 2018

BUNDT CAKE AL LIMONE



Sono a dieta. O meglio, di mia spontanea volontà ho deciso di togliere lo zucchero dalla mia vita. Sono omai ventidue giorni, più di cinquecento ore e più di trentamila minuti che non mangio dolci, se non per il battesimo di mio nipote avvenuto pochi giorni fa. Non acquisto più succhi di frutta industriali ma li faccio da me col frullatore, a giorni poi vi spaccerò qualche ricetta, così vedete anche voi. Al momento ho pure perso peso, non l'avrei mai detto, sono calata di quasi due chili, ma ammetto di non sentire differenze. L'unica cosa che sento è l'astinenza. Il primio giorno è andato bene, ma il secondo ed il terzo uun delirio, mangiavo crakers in continuazione!! Ad oggi sto meglio, non ne sento il bisogno, il che è davvero pazzesco per me che se qualcuno ora in questo momento mi proponesse una Sacher torte direi con tono secco "No grazie", ma dentro morirei. Questa torta che vi propongo viene dall'archivio, quindi non nuoce alla mia dieta, ma solo agli occhi, perchè la vorrei assolutamente ora, ma devo resistere! Quindi se potete, voi fatela!



 Bundt cake al limone
Ingredienti per uno stampo da 24cm:
200gr di zucchero
3 limoni
150gr di olio di semi
3 uova
300gr di farina 00
200gr di latte
una bustina di lievito per dolci
zucchero a velo per decorare
ribes per decorare

Procedimento:
In una ciotola mettete lo zucchero con la scorza grattuggiata dei tre limoni, mescolate bene, aggiungete poi l'olio e mescolate bene. Aggiungete una per volta le uova intere ed usate le fruste per amalgamare il tutto, aggiungete poi il succo del limone, frullate per circa cinque minuti. Aggiungete poi la farina, il lievito ed il latte poco per volta, sempre usando le fruste, se vedete che la consistenza è dura aggiungete ancora un po di latte. Una volta ottenuto l'impasto, versatelo nella teglia che avrete unto con lo spray per torte, oppure alla vecchia maniera con burro e farina. Mettete in forno preriscaldato a 180°C per circa quaranta minuti. Una volta pronta lasciate raffreddare, spolverate con lo zucchero a velo e decorate con i ribes. E' ottima per la colazione o per il thè delle cinque.


17 ottobre 2018

TARALLI PUGLIESI ALL'ACQUA



Quando sono stata in Puglia per la prima volta avevo diciotto anni, era la mia vacanza dopo la maturità. Presi il treno di notte, assieme a mia cugina ed il suo fidanzato dell'epoca e ci sparammo dieci ore di viaggio nella nostra cuccetta. Ricordo che ero emozionata all'idea di toccare il territorio del salento, tanto decantato dai miei compagni che venivano dal sud, ero pronta ad assaggiare le loro prelibatezze che trovavo solo qua nei nostri market ed a tuffarmi nel loro mare cristallino. Ricordo che quando arrivai restai un po delusa, nessuno mi aveva parlato del terreno arido, dei pochi alberi verdi, delle strade non proprio bellissime con l'asfalto rovinato, dell'erba che aveva tutto tranne il colore dell'erba; ma al tempo stesso, ricordo quelle case bianche lontanissime dalla strada, che avevano un vialetto d'ingresso cui facevano da padrone interminabili campi di ulivo. Erano le masserie. Nessuno me ne aveva mai parlato, forse perchè quando si pensa alle vacanze tutti hanno in mente solo il mare, ma io a vederle, così, lontane, bianche, con i loro tetti bassi e con tanta ricchezza di piante attorno, ci rimasi di stucco, ed ogni mia aspettativa se prima stroncata, era rinata in un batter d'occhio. Quell'estate mangiai come non ci fosse un domani, pure la zuppa di pesce che io odio profondamente, e per la prima volta in vita mia l'aragosta, ma resto umile ed i gamberi restano sempre i miei preferiti. Tra le delizie salate, e qui partirebbe un elenco interminabile, i taralli erano la mia passione. Ne assaggiai di ogni gusto, pure quelli al finocchio (che ditemi, chi li ama???!!!), tant'è che appena posso o li compro o li preparo, nonostante io conosca i tempi lunghi della loro preparazione. Però li porto nel cuore e quindi farli a volte mi scalda l'anima.



Taralli pugliesi all'acqua
Ingredienti (dose per circa 70 pezzi):
550gr di farina 0
15 gr di sale fino
200gr di acqua
125gr di olio evo

Procedimento:
In una ciotola capiente versate la farina, il sale e l'olio, mescolate con un cucchiaio di legno ed appena avrete una consistenza sabbiosa aggiungete l'acqua, continuate a mescolare con il cucchiaio e poi spostatevi su di una spianatoia infarinata e lavorate con le mani per almeno dieci minuti. Trascorso il tempo di lavoro, armatevi di tanta pazienza, ricavate dalla pasta ottenuta dei vermetti lunghi circa dieci centimetri e dategli poi la forma classica del tarallo. Continuate fino ad esaurimento del composto. Prendete una pentola alta e larga e portate a bollore dell'acqua non salata. Una volta che inizia a bollire tuffateci dentro un po di taralli, pochi per volta, scolateli una volta che sono venuti a galla, disponeteli poi su di una teglia con un panno e lasciatel asciugare, continuate fino alla cottura di tutti. Disponete successivamente i taralli in una placca da forno foderata di carta, cuocete in forno preriscaldato a 190°C per trentacinque minuti. Una volta cotti lasciateli raffreddare e poi gustateli, li potete conservare in un contenitore ermetico o in un sacchetto, se durano!! E come dice il detto "E' finito tutto a tarallucci e vino!"

3 ottobre 2018

SUCCO AL MANGO ED ARANCIA



Scrivo agonizzante dal mio letto con addosso non una, non due, ma ben tre coperte. Addosso ho il pigiama ed il cardigan di lana. La mia temperatura corporea oscilla tra i trentasei gradi ed i trent'otto. Ieri sera ho toccato il picco dei trentanove, mi sono impasticcata ed all'una di notte mi sono svegliata in un lago di sudore. Maglietta pezzata, pantaloni bagnati e mutande come se mi ci fossi fatta pipì dentro (che poi per carità, alle volte capita, ma non era questo il caso). Ero da strizzare praticamente. Togli tutto, asciugati, metti pigiama pulito, impasticcati di nuovo nonostante la temperatura fosse di trentasei gradi, ma prevenire è meglio, tempo un paio d'ore ed ero di nuovo a trentotto. Freddo. Brividi. Ossa come se qualcuno per tutta notte mi avesse camminato sopra, ma di testa, male alle orecchie. Insomma, ero un cadavere, a parer mio se mi avessero dato l'estrema unzione avrebbe aiutato in qualche modo. Comunque sia, ora agonizzo nel letto e visto che mi sento un pochino meglio, ho deciso che fosse il caso di pubblicare qualcosa di carino. Sono anche nel periodo di dieta, no zuccheri, così ho deciso. Non potete capire la crisi d'astinenza, ed ho solo cominciato da tre giorni, ma sembrano un'eternità. Ogni volta che in casa apro il mobile delle cose per far colazione mi metto a piangere, bevo il mio thè senza zucchero e mangio un pacchetto di crackers. Mai na gioia insomma. Però sapete che c'è di nuovo? Mi sono messa in testa di farmi le cose da me, come ad esempio i succhi di frutta. A casa avevo un bel mango e delle arance ed ho provato! La frutta era buonissima e profumata, quindi ha molto aiutato anche quello.



Succo al mango ed arancia
Ingredienti per circa un litro:
400gr di polpa di frutta
500ml di acqua
30gr di zucchero (facoltativo)

Procedimento:
Il tutto è molto semplice, serve solo un frullatore ed il gioco è fatto. Pulite il mango, in questo caso io ne avevo uno da circa tre etti, tagliatelo e mettetelo nel frullatore. Successivamente sbucciate un'arancia, tagliatela a vivo per togliere la parte bianca che andrebbe altrimenti a rendere amaro il tutto, mettete nel frullatore. Azionatelo alla massima velocità e frullate per un minut, aggiungete se volete lo zucchero e poi l'acqua, frullate a velocità media, se volete potete aggiungere anche del ghiaccio per renderlo più fresco, se no basta conservarlo in frigo prima di servire. Mettete il succo in una bottiglia e mettete in frigo. Un'ottima aggiunta per renderlo più dolce evitando lo zucchero sarebbe stato quello di aggiungere uno o due cucchiai di cocco grattuggiato, sarebbe stato più profumato e gustoso. Questa ricetta consideratela come la base per ogni succo che deciderete di fare.

© SELVATICA - CUCINA DELL'ANIMA. Design by FCD.