2 febbraio 2018

MADE IN ITALY


Mercoledì ho avuto il piacere di godermi in totale relax il nuovo film di Luciano Ligabue. Ammetto che guardando i trailer, nonostante io ami alla follia questo cantautore, non mi aspettavo un film al pari di radiofreccia, ed invece mi sono ricreduta. Made in Italy è tra i tre film di Ligabue il più bello che lui abbia realizzato. Forse avrei dovuto capirlo dai suo cambiamenti in ambito musicale, o di look, che il grande re del rock italiano stava cambiando in meglio e con questo film dimostra quanto lo sia. Dal tempo di "Per sempre" che secondo me è stato in parte fonte di ispirazione e che in qualche modo, anche se non è stata mai usata come colonna sonora del film, si poteva intuire che sarebbe nato qualcosa di speciale. Made in Italy parla dell'essere italiano, ti sbatte in faccia la crisi che questo bellissimo paese sta affrontando, delle lotte continue che viviamo, della paura di restare senza lavoro. Ma parla anche di amore e di amicizia, perchè come Freccia all'epoca diceva "credo che c’ho un buco grosso dentro ma anche che il Rock ‘n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro e le stronzate con gli amici, beh, ogni tanto questo buco me lo riempiono" sono cose importanti nella vita. 


Made in Italy parla di Riko, uomo di cinquantanni cresciuto in una cittadina emiliana, lavora nello stesso salumificio in cui lavorava il padre e vive nella casa di famiglia, ma che a stento riesce a mantenere, è sposato con Sara, una bellissima donna che fa la parrucchiera e lo ama alla follia. E' un uomo che tutti definiscono onesto, ma che onesto non è con la moglie che tradisce continuamente, fa un lavoro che non ha scelto e sa che può contare su un gruppo di amici veri e su una moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre. Ad un certo punto del film, dopo vario tempo, vari silenzi, varie disattenzioni e tante cose date per scontate, Sara decide di confessargli una cosa. Il suo tradimento. L'attrice Kasia Smutniak, in quel momento sembra assomigliare a molte donne che decidono di prendere coraggio e confessare una cosa di cui si vergognano e che spesso le fa sentire viscide e sporche, confessa a Riko (Stefano Accorsi) di averlo tradito e gli dice "E' successo una volta, una volta sola! Non doveva succedere. Certo che non doveva, ma è successo per una volta sola. Basta e avanza? Basta e avanza si!". In quel momento Sara, che per tutto il film è una di noi, lo diventa ancora di più. Confessa. Si umilia. Chiede il perdono. Piange. Crolla. Va avanti. Ma non molla. Perchè noi donne siamo così. Ci potete scalfire in ogni modo, ma andiamo avanti. Cerchiamo di portare avanti qualcosa in cui crediamo anche se ci arrivano frasi tipo "Non ti amo più" o peggio "Non mi fido più di te", non molliano, testa alta, qualche lacrima di sfogo con la migliore amica, qualche lacrima anche quando i figli sono a scuola e ci si trova a casa da soli, per poi capire che forse è tutto finito e che andare avanti per tornare ad essere quello che si era ti fa solo stare male. Capita così alle volte, forse nella maggior parte dei casi, i divorzi non sarebbero così in aumento se no. Invece Sara e Riko ce la fanno. Litigano, urlano, si picchiano, ma poi capiscono che sono un'unica persona, cancellano e vanno avanti. Perchè è così che si fa, quando davvero ci si ama. Con l'andare avanti, Riko perde il lavoro e resta talmente sconvolto da questa cosa che entra in una depressione che lo porterà persino a tentare il suicidio. Credo che un uomo, al giorno d'oggi, soprattutto alla sua età e con una famiglia da mantenere, perdere quella certezza sia una delle cose più gravi che possa capitare. Un uomo senza lavoro è come un uomo senza i propri arti. Una persona in difetto, una persona incapace, una persona che non è più uomo. Perchè ammettiamolo, un uomo senza lavoro non reputa se stesso Uomo! Tenta il suicidio, ma come Carnevale disse "Ho pensato al suicidio, puoi buttarti nel Po. Puoi farcela e troveranno il tuo cadavere, ma se non ce la fai, significa che non è la tua, non è il tuo momento, quindi va avanti con la tua vita", lui non ci riesce e torna da lei, dall'unica persona che lo completa, dalla sua Sara. Le note di "Non ho che te" in questo caso, rendono tutto ancora più speciale. Leggete la frase, sentite il suo significato, non ho che te. Una dichiarazione al tempo della crisi italiana, ma non solo. Una dichiarazione che nel caso di Riko viene trasmessa per via della sua depressione, un testo che dovrebbe accompagnarci ogni giorno per farci capire che non dobbiamo mollare e che almeno una persona importante nella vita ce l'abbiamo e che insieme ce la si può fare. Si riprende e sono felice di dirvi che lo aspetterà un lieto fine bellissimo. Da questo film, in cui qualche lacrima ammetto l'ho versata, ho capito due cose, la prima cosa è che l'Italia è un paese bellissimo tutto da vivere e che le cose dobbiamo imparare a dirle, perchè a tenere tutto dentro prima o poi muoriamo. Made in Italy un film che assomiglia alle vite di ognuno di noi e che ci domanda "Cosa ci faccio qui?" sapete dare una risposta? 


2 commenti

  1. Soribel! Non sapevo che anche tu amassi Luciano, i suoi film E, soprattutto,la sua musica.
    L'album completo Made in Italy, ho avuto la fortuna di ascoltarlo a Firenze quando, a novembre 2016 fece il raduno del bar mario. Pazzesco!! ... inutile dirlo!
    Ora, dopo un secondo concerto a Torino nel 2017, mi manca solo piu vedere il film, del quale ho già avuto più recensioni positive. La tua è l'ennesima.
    Sono felice di aver scoperto che oltre al cibo e ai Props, c'è anche la musica che ci accomuna ulteriormente ♡. Un abbraccio.

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    1. Felice di avere anche questa passione in comune! spero tu sia riuscita a vedere il film, merita davvero molto!
      Un abbraccio a te ed ai tuoi piccoli.

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