5 luglio 2017

RACCONTI: SII FELICE


Era appena rientrata da scuola, quando sentì un rumore provenire dalla stanza accanto. Un delle sedie della sala da pranzo era buttata a terra. Alzò lo sguardo e la vide. Indossava la sua maglietta preferita, quella con i girasoli che gliel'aveva regalato per il suo compleanno due anni prima. La lunga gonna nera penzolava ed i piedi nudi dondolavano lentamente, sospesi in aria, come tutto il resto del corpo. La guardò negli occhi per quello che le sembrò essere il secondo più lungo di tutta la sua vita, poi, all'improvviso urlò! Anna si svegliò nel cuore della notte, a causa delle sue urla, erano già diverse notti che la cosa si ripeteva. Le capitava ogni anno, in occasione dell'anniversario della morte della madre avvenuta dieci anni prima. Le vennero le lacrime agli occhi ripensando al secondo in cui gli occhi suoi e della madre si incrociarono. Lei la guardò ed a voce spezzata si sentì dire "Sii felice", prima che il corpo della madre smise di vivere. Decise di non pensarci e di recarsi in cucina per bere una tazza fumante di thè inglese, e dire che l'aveva sempre detestato prima di incontrare Lui. Era ottobre e fuori diluviava. Si mise a guardare la pioggia che batteva insistentemente sui vetri per cercare di scacciare ogni suo pensiero, le venne un brivido, chiuse gli occhi e si strinse nel cardigan di lana che Lui aveva dimenticato quando aveva lasciato quella casa. Ne respirò il profumo e per un attimo si sentì felice, prima di ricordare cosa le avesse fatto. Non era mai stata più felice, lei gli aveva dato tutto e lui quel tutto se l'era portato via un giorno d'estate. Bevve un sorso dalla sua tazza di thè preferita, la cui frase stampata sopra recitava "Be happy" e decise di andare in studio e cominciare presto la giornata, in fondo, circondata dalle sue anticaglie si trovava bene ed era felice di dare loro quella possibilità che molti non danno più.



Anna si era sempre considerata una di quelle persone che rendono migliore chi le sta accanto, e non lo pensava per modestia, ma perchè erano gli altri ad averla convinta di ciò. Lei ti sapeva illuminare, non si sapeva come, ma stare con lei per molti era come una benedizione. Trovavano se stessi grazie alle sue parole, tornavano a sorridere grazie al suo sguardo dolce, molti trovavano l'amore ed altri un loro posto nel mondo, cosa che di lei non si poteva assolutamente dire. Lei a differenza di ciò che si diceva, si riteneva molto sfortunata, ed il passato non l'ha certo aiutata, e soprattutto era una di quelle persone la cui felicità dipendeva da quella degli altri. Col tempo però capì che stava sbagliando, quella non la si poteva chiamare felicità, o meglio, non era ciò di cui avesse bisogno. Doveva essere felice grazie a se stessa e non attraverso ciò che provavano gli altri, ma le era difficile anche perchè ormai, nella sua vita, si era abituata a tutto, persino alla cosa più brutta. Persino a non essere felice.
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4 commenti

  1. Risposte
    1. Grazie mille Francesca! Grazie di seguirmi in questo fuori percorso di scrittura! ❤

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  2. wow Sori, breve ma intenso. A tratti mi sono rivista, ma la fine è da cambiare... Continua così, smuak

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    1. non è bello rivedersi in queste parole, mi dispiace molto marzia, sono comunque felice che il finale tu l'abbia cambiato. quest'anna ha una vita abbastanza incasinata. un bacione e grazie per il tuo supporto!

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