8 marzo 2017

RACCONTI: SPERANZA

1. 2.

Potrei iniziare il racconto dicendovi che "Era una notte buia e tempestosa.." ma non era notte, era giorno di una mattina di Settembre. Anna sentiva ancora una leggera brezza tiepida che ogni tanto faceva capolino e le ricordava che l'estate stava finendo, che a breve sarebbero iniziate le giornate, appunto, buie e tempestose, e tutto ciò non faceva altro che aumentare il tormento dentro di sè. Non si ricordava come avesse iniziato a fare quel lavoro, sapeva solo che le dava una soddisfazione immensa dare nuova vita agli oggetti dimenticati ed era convinta che prima o poi gli sarebbe successo qualcosa di talmente bello da cambiarle la vita. Quel giorno però non era uno di quelli. Se ne stava a fissare i suoi oggetti e si domandava come mai non attirassero l'attenzione degli altri, come succedeva a lei. Avrebbe voluto mollare tutto, prendere ogni oggetto le capitasse tra le mani e vederlo andare in frantumi, ma ad ogni pensiero di distruggere qualcosa di suo, di così caro per i suoi occhi, si fermava e pensava che poteva andare peggio. Inconsapevole del fatto, che era già peggio! Decise di girare il cartello su chiuso e salì in casa. Si era ormai fatta sera e dal suo stomaco sentiva provenire solo tanti brontolii, decise così di guardare cosa aveva in casa e di cenare. Le si fermò il cuore scoprendo che ogni centimetro della sua dispensa era vuoto, nemmeno la polvere vi risiedeva. Il frigorifero conteneva un bricco di latte, che solo più tardi scoprì essere scaduto, mezzo limone ammuffito ed una bottiglia di acqua, avrebbe dovuto fare la spesa, ma ahimè si ricordò che nel portafogli vi erano solo tanti scontrini e nulla più. Chiuse lo sportello del frigorifero e crollò a terra. Lo sconforto era talmente tanto grande che si ritrovò con il viso rigato dalle lacrime, in quel momento si ricordò di non aver mai più pianto da quando Lei se ne era andata. Quanto avrebbe voluto che fosse lì, o anche solo sentire la sua voce dirle "Andrà tutto bene bambina mia, sii forte e non abbatterti mai, anche quando il peggio risiede lì in casa con te!". Lei non c'era più, era solo nel suo cuore e non se ne sarebbe mai andata. In quel momento sentì però qualcosa di fresco bagnarle la faccia, era Lip il suo fedele amico che non la lasciava mai, neanche nei momenti peggiori. Abbracciò il suo unico amico a quattro zampe, felice di avere almeno lui al suo fianco, gli diede da mangiare quel poco che trovò sul fondo del sacco di crocchette e dopo una doccia calda sprofondò nel letto, sperando che in cuor suo, domani sarebbe stata una bella giornata. L'indomani i raggi del sole illuminarono la sua stanza e si svegliò grazie al calore di uno di quei raggi che le si era posato sulla guancia. Non sapeva per quale motivo, forse l'aveva sognata, ma si ritrovò in piedi con un mezzo sorriso. 

4. 5.

Scese in negozio, girò il cartello su Aperto sperando di veder entrare qualcuno, ma nulla. La giorata passò in fretta, nonostante la noia. Stava quasi per chiudere, quando all'improvviso si ritrovò in mezzo al negozio un'anziana signora che la stava fissando già da un po. Restò per un attimo immobile, stranita non solo dal fatto che non l'avesse sentita arrivare, ma soprattutto che nemmeno Lip l'avesse sentita, eppure era sempre stato un ottimo cane da guardia. La signora era minuta e dall'aria graziosa, e nonostante fuori facesse ancora caldo era vestita come se fosse autunno, un cardigan di lana, una gonna lunga fino alle ginocchia, le classiche scarpe comode che portano le signore della sua età, ed infine uno scialle di lana che la ricopriva per benino. I capelli mossi erano quasi tutti bianchi ed aveva due occhi verdi che ti stregavano. La sentì solo pronunciare "Sto cercando una borsa, mi puoi aiutare, cara? Vorrei metterci dentro qualcosa di bello da portare sempre con me". Anna non era tipa da ritirare borse, ne tanto meno impazzivano nel suo guardaroba, ma si ritrovò ad aprire un vecchio baule e ne trovò giusto una. La signora le sorrise e disse che era proprio ciò che stava cercando. Girò attorno al bancone e si abbassò per tirare fuori un sacchetto per mettere via l'acquisto della vecchina, quando si tirò sù e non la vide più. Sul banco trovò poi una manciata di banconote. Uscì di corsa dal negozio, facendo suonare le campanelle a vento, con la speranza di trovare ancora nei paraggi l'anziana signora per darle il resto, ma non la trovò. Chiuse la porta alle sue spalle e sentì nuovamente le campanelle suonare. Solo allora si rese conto che quando si era ritrovata la vecchina in mezzo al negozio non le aveva sentite suonare, ne tanto meno quando se ne era andata. Si ricordò delle sue parole "Devo metterci qualcosa di bello da portare sempre con me", chiuse il negozio e decise che sarebbe andata a fare la spesa. Sorrise e dal quel momento si disse che Lei avrebbe portato sempre con sè la Speranza.

5. 6.

Speranza
Racconto di Soribel Lullaby
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2 commenti

  1. Wooww..letto d'un fiato mi ha travolto ..bello bello ed ho immaginato ogni parola letta!È stato come vedere un film❤

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    1. ciao francesca! che belle le tue parole! grazie mille! :) un abbraccio. Soribel

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