20 febbraio 2017

RACCONTI: ANNA ED IL SUO SORRISO

1.2.

Lui glielo diceva. "Ridi per non piangere!" Ma come spiegare ad una bambina di dieci anni cosa significassero quelle parole. Insomma, se uno è triste è triste e basta, come potrebbe mai ridere? Come si può ridere di fronte ad una cosa brutta? Di fronte alla morte, a qualcosa di tragico, o anche solo a qualcosa che è andato storto? "Vedi il bicchiere mezzo pieno!" aggiungeva. Ma cosa voleva dire? Se io riempo un bicchiere, non potrà mai essere pieno perchè gli manca sempre una parte, piccola o grande che sia. Lei, Anna, continuava a non capire. Sedeva al tavolo di legno, fatto dal padre, con le gambe a penzoloni e continuava a fissarlo. La sua famiglia era lui, assieme ad un piccolo cagnolino di dieci anni, proprio come lei, che si chiamava Lip. Lui stava sotto al tavolo ed aspettava con Anna la spiegazione del padre. Entrambi incuriositi, entrambi desiderosi di sapere cosa volessero dire quelle parole. 

3.4.

"Ti manca la mamma, Anna?" chiese il padre, e lei prontamente rispose con un sì. La madre di Anna era morta qualche anno prima, e lei spesso se ne ricordava, una brutta malattia incurabile l'ha portata via quando lei aveva solo sette anni. Se la ricorda ancora, alta, capelli lunghi e castani, due occhi chiari come i suoi ed un sorriso che faceva passare tutto. Fu allora, mentre si ricordava di quel sorriso che capì le parole del padre. Lei gli sorrise, e lui ricambiò capendo che finalmente la figlia aveva compreso il significato di quelle sue parole. "Ridi per non piangere" sì, perchè la vita non è tutta rose e fiori, lo sappiamo. Ci sono quelle giornate in cui va tutto male, ma se alziamo la testa verso il cielo e ci facciamo baciare dal sole, tutto o in parte può tornare bello. Quando ci capita qualcosa di brutto, cerchiamo di ricordarci le cose belle che ci ha donato. Quando perdiamo una persona, ricordiamone il sorriso, gli attimi felici passati insieme, le gioie state, perchè è lì che si nasconde il lato bello di una cosa brutta. E' quello il segreto per non farci cadere nell'abisso. Ricordiamo i momenti felici ed i sorrisi. Perchè solo così possiamo andare avanti in questo mondo che vi vuol togliere tanto. In questo percorso chiamato "Vita".

5.6.

Anna ed il suo sorriso
Racconto di Soribel Lullaby
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17 febbraio 2017

TORTA RICOTTA E CIOCCOLATO CON FRAGOLE, SENZA BURRO



Alessandro D'avenia scrive “Devi amare quello che fai. Ogni dolce ha la sua storia: la persona per cui lo prepari, i sentimenti che provi mentre lo prepari... ogni cosa entra nelle mani e mentre impasti pensi con le mani, ami con le mani e crei con le mani.” 
Come ho sempre detto, cucinare è sinonimo d'amore, ed in questo caso un dolce viene fatto per amore, da donare a qualcuno che amiamo, ma tante volte anche da donare a noi stessi, per coccolarci perchè dobbiamo essere i primi a volerci bene. In questi giorni tra silenzi, parole non dette, ma poi arrivate all'improvviso in una notte che poi hanno portato un po di sconforto e lacrime, altro non volevo che un dolce in cui affogare tutto. Uno di quei dolci che mangeresti tutto da solo, senza dividerne nemmeno un pezzetto, pieno di cioccolato sicuramente, e magari con delle fragole, perchè si sa fragole e cioccolato si sposano benissimo, un dolce che ti scioglie il cuore tanto è cremoso. Io mi sono buttata su di una torta cioccolato e ricotta, una bomba per ogni parte del nostro corpo, specie per le coronarie, ma che nonostante tutto, un po fa bene al cuore!



Torta ricotta e cioccolato con fragole, senza burro
Ingredienti:
250gr cioccolato fondente
250gr di ricotta Galbani
5 uova
50gr di zucchero di canna
125gr di farina autolievitante
75gr di granella di nocciole

Per la copertura:
200ml di panna
150gr di cioccolato fondente
fragole per decorare

Per la farcia:
composta di fragole

Procedimento:
Sciogliete il cioccolato a bagno maria e mettete da parte. In una ciotola con la frusta a mano, sbattete le uova con lo zucchero finchè non diventa un composto denso. Aggiungete al composto la ricotta, il cioccolato, successivamente la farina e la granella di nocciole. Prendete una teglia rettangolare da plumcake, ungetela, infarinatela e versateci dentro l'impasto. Infornate a 180°C (forno preriscaldato) per circa 40 minuti, finchè il dolce non diventa compatto ma un pochino umido. Una volta cotta lasciatela raffreddare e successivamente tagliatela a metà. Farcite con qualche cucchiaio di composta di fragole e preparate successivamente la crema di copertura. In un padellino scaldate la panna e portate ad ebollizione. Togliete il padellino dal fuoco ed aggiungeteci il cioccolato tagliato a pezzi, fate sciogliere il cioccolato ed amalgamate il composto finchè non si addensa. Mettete in una ciotola e lasciate raffreddare. Nel caso la torta nel centro si fosse sollevata, tagliate la sommità e livellatela. Versateci poi la copertura sopra la torta creando delle piccole onde, decorate poi con le fragole tagliate a metà. Ponete la torta in frigorifero fino al momento di servire.

Se vi fa impazzire l’abbinamento ricotta e cioccolato, provate a dare uno sguardo a questa pagina.

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13 febbraio 2017

RACCONTI: STAI ATTENTA CHE SI ROMPE!

1. 2.

Lei me lo diceva sempre. "Stai attenta che si rompe!" Ed io, puntualmente lo rompevo. Una bambina dai ricci capelli neri indomabili, sempre vestita a puntino da Lei, sempre in ordine, perchè "Quando si esce di casa bisogna essere sempre perfetti, non si sa mai chi possiamo incontrare!" così mi diceva. Una bambina, che sì, oltre ad essere carina ed educata come Lei voleva, era anche maldestra da matti. Ogni cosa di fragile prendessi in mano andava in frantumi dopo pochi minuti. Solo Lei sa quanti piatti o bicchieri le facevo comprare, e solo io so quante sberle prendevo ogni volta. Avevo diverse bambole in porcellana, ed avevo il terrore di romperle, quindi le guardavo ma non ci giocavo mai. Potete capire, una bambina di otto anni con le bambole nuove da tenere nella scatola, e quindi poter solo guardare ma non toccare. Però Lei lo ripeteva spesso "Stai attenta che si rompe!". 

3. 4.

Un giorno ricordo di aver preso la bambola più piccola, aveva un buffo vestito alla Arlecchino, ma dai toni chiari ed il naso rosso. Adoravo quella bambola, la guardavo ma non ci giocavo mai. Ma quel giorno mi feci coraggio e mi dissi "Ci gioco solo due minuti, non succederà nulla!". La presi dallo scaffale in alto, dove vi erano tutte le sue sorelle in porcellana, la guardai, felice di poterla finalmente toccare, sentire il freddo della sua pelle e la morbidezza del vestitino di seta che indossava. Restai a fissarla per qualche minuto, finchè cercando di scendere dal letto inciampai e mi volò in terrà. Aveva il braccio e la testa rotte. Io avevo il cuore in gola ed in testa una sola cosa. "Stai attenta che si rompe!". La mia bella bambola Arlecchino era li che mi fissava, ed io con le lacrime agli occhi mi chiedevo perchè non l'avessi lasciata dov'era, sarebbe ancora intera, sarebbe lì a guardarmi, a pensare come mai non la toccassi mai e magari a sorridermi, come spesso mi immaginavo facesse. Sapevo solo una cosa. Era rotta, ed era colpa mia. Chi dice che le cose rotte non si possono più aggiustare, ha pienamente ragione. Una volta rotto qualcosa, che sia una bambola, un vestito, un legame, se provi a metterlo nuovamente insieme non sarà mai più come prima. La mia bambola non tornò mai più quella da prima, rompendosi il braccio ricordo che si strappò anche una manica del vestito, e ricordo che la sua espressione, nonostante fosse sempre simile, era cambiata, mi guardava come se volesse dirmi che era tutta colpa mia, che ormai lei non sarebbe più tornata quella di prima, e così fu. Io la guardavo e mi accorsi che non sorrideva più, o forse, me l'ero sempre solo immaginata.

5. 6.

Stai attenta che si rompe!
Racconto breve di Soribel Lullaby
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3 febbraio 2017

SILVIA E LA SUA DECORA FACILE

Chi mi conosce sa bene che oltre ad essere una personal chef e mezza rigattiera, amo anche dedicare il mio tempo al restyling dei mobili mal messi, o di quelli che i miei clienti decidono di portarmi perchè stufi di vederli così come sono, cercano una rinfrescata ed io se posso lo faccio molto volentieri. Dedicarmi a questa attività è un mix di varie cose, voglia di mettersi in gioco per vedere il risultato finale, gioia nel vedere il mobile appena te lo scaricano nel magazzino ed anche un po di scetticismo perchè dalla foto al novanta per cento delle volte non è come dal vivo e quindi ti cadono entrambe le braccia, ma ti rimbocchi le maniche ed accetti la sfida. C'è anche un briciolo di ansia ad ogni pezzo che sistemi "reggerà?" "e se faccio così" "chissà se così va bene" "potrà piacere" "a me piace!" questo e tanto altro mi passa per la testa quando ho tra le mani un mobile che non è mio o che devo poi rivendere. Cerco di vederlo finito già nella mia mente ed è sempre uno spettacolo. In molti mi chiedete che tipo di pittura io usi per i miei lavori, ed oggi che è venerdì ed è giorno di rubrica "Fuori dalla mia cucina.." ve lo racconto e ve lo faccio dire dalla persona che l'ha ideata, Silvia e la sua Decora Facile.


Ciao Silvia! Io ti conosco già da un po, ma racconta ai miei lettori chi sei.
Ciao Soribel! Sono moglie e madre di due splendidi giovani ragazzi, sono da sempre appassionata di interior design e sono sempre alla ricerca di idee e soluzioni per rendere la casa calda e accogliente. 
Autrice del marchio Shabby Chic Life e della vernice Decora Facile. Recupero di mobili e oggetti che appartengono al passato, trasformazione e decorazione, questo è il mio mondo! 

Ami più di ogni altra persona che io conosca, lo stile shabby chic, spiegaci cos'è e perchè ti piace tanto.
Lo stile shabby chic trasforma i mobili che sono passati di moda usando il colore bianco in tutte le sue sfumature e poi si crea l’effetto consumato con la carta vetrata perché shabby significa consumato, invecchiato. Vedere gli oggetti che in origine sono brutti e malandati trasformati con colori chiari e l’effetto consumato è una gioia ed una sorpresa allo stesso tempo che non mi delude mai anzi una volta trasformati gli oggetti sono sempre più belli di come li avevo immaginati. 


Hai da qualche tempo creato una pittura tua e che porta il tuo marchio, la Decora facile. Come ti è venuta l'idea di creala? Hai avuto paura di lanciarti in questo progetto, sei stata aiutata? 
Creavo questa vernice in modo casalingo e la usavo per me e ho pensato di rendere partecipe anche altre donne che come me amano trasformare la casa, renderla originale, personalizzarla e ce l'ho fatta! Con il mio compagno sempre accanto tutto è andato per il meglio.


Hai trovato ostacoli durante tutto il tuo periodo di sviluppo e crescita professionale? 
Lo sviluppo e la crescita non finiscono mai e di conseguenza gli ostacoli non finiscono mai. 

Spiegaci cos'è la Decora Facile, come si usa, su quali tipi di materiale? E' facile da utilizzare, la consiglieresti anche a una persona inesperta? 
Decora Facile è una vernice a base acqua che si può utilizzare su legno, laminati, plastica, ferro, pelle e vetro, senza carteggiare e senza passare primer. Basta pulire bene la base su cui si deve applicare con acqua e ammoniaca e poi si stende la vernice. Al termine consigliamo di passare la vernice protettiva Decora Finitura per pulire l’oggetto in modo pratico e veloce. E' quindi adatta a tutti, chi è alle prime armi e chi ha già molta esperienza.


La pittura si può solo acquistare online o anche in qualche negozio? 
La vernice si può acquistare sullo shop on line www.shabbychiclife.it e in alcune città abbiamo anche i rivenditori. Tutta la lista dei rivenditori è disponibile sullo shop, cliccate QUI


Qual è stato il tuo migliore lavoro con la Decora facile? e quello di un tuo cliente, il classico prima e dopo, migliore?
Il migliore è sempre quello che devo ancora fare non perché gli altri non siano belli ma perché si cerca sempre di migliorare.


Nello shop si trovano pitture in tonalità shabby chic e pastello, anche se a parer mio un giallino pastello ci manca, hai mai pensato di introdurla, per il nuovo anno hai nuovi colori da inserire? Hai mai pensato di creare dei campionari in legno, acquistabili ovviamente, così da mostrare realmente com'è la pittura una volta stesa, anzichè allegare il campionario cartaceo? Io ad esempio la terrei nel mio ufficio da mostrare ai miei clienti, così che possano vedere e toccare con mano il prodotto. 
La palette dei colori di Shabby Chic Life è sempre realizzata rispettando lo stile shabby chic che prevede l’uso del bianco in tutte le sue sfumature e i colori pastello sempre molto polverosi. Il massimo della tonalità gialla che lo stile shabby chic prevede è il colore avorio che è già presente nella gamma dei colori di Decora Facile come colore Bianco Antico. L’espositore dei colori in legno è fornito in dotazione solo ai nostri rivenditori ufficiali, mi dispiace.



Quest'anno la coppia Silvia e Guido continueranno con i corsi di tecnica shabbychic in giro per l'Italia, oppure vi dedicherete solo alle fiere? Insomma, dove e quando vi possiamo venire a trovare?
Certamente la prossima settimana ci trovate all’Hobby Show di Roma e il mese successivo a Pescara e poi a seguire corsi shabby chic a Roma e Lanciano.


Ed ora che Silvia ci ha salutati, avete capito quale sia il mio segreto per rendere migliori i vecchi mobili, ed anche chi è poco avvezzo a questa pratica di restyling sono certa che diverrà bravo in poco tempo. Pennello alla mano e via! Buon lavoro!

Potete trovare Silvia e la sua Decora facile nei principali social:
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