27 aprile 2017

POLPETTE DI VERDURE DI BRODO CON DOPPIA PANATURA AL TIMO SU CREMA DI SPINACI, ASPARAGI E MENTA



Tutte le volte che prendo in mano il blog e mi decido a scriverci a più non posso, le ricette che vorrei mostrarvi sono sempre più del dovuto ma questa volta, armata di taccuino invisibile, eh sì, ogni volta sparo ingredienti a caso, dosi fuffe, procedimenti caotici ed alla fine viene fuori un bel piatto, pure buono ed io mi ritrovo a non ricordarmi nemmeno l'ingrediente principale, sono un caso da manicomio, lo so. Questa ricetta però me la sono studiata, ho scelto bene le proporzioni e devo dire che è venuta una meraviglia! E' venuta fuori un po dal nulla, ed un po per necessità di far fuori delle verdure e cercare di farle mangiare al piccolo di casa, cosa ovviamente non riuscita, ma non demordo, in un modo o nell'altro le verdure imparerà a mangiarle, anche se fosse tra dieci anni, ma sarà comunque una vittoria! Ultimamente mi mangia solo il brodo, e guai se nel brodo ci siano delle verdure a pezzi o della pastina, posa il cucchiaio e dice di aver finito di mangiare, anche se in realtà avrebbe ancora fame ma l'orgoglio lo divora e lo fa sentire grande, come se fosse lui a comandare, o magari li è già e sono io a non accorgermene. Fatto sta che non mangia le verdure, ma cresce come un maialino da latte, quindi le verdure le mangiano poi mamma e papà, che poi fanno bene pure a noi! 



Polpette di verdure di brodo con doppia panatura al timo su crema di spinaci, asparagi e menta
Ingredienti per due persone
Per la crema:
200gr di spinaci freschi
7 asparagi (già privati della parte dura)
10 foglie di menta (io ho quella marocchina a foglia larga)
100ml di brodo vegetale
sale q.b.
pepe nero macinato
olio evo

Per le polpette vegetali: (tutte verdure ricavate dal brodo fatto in casa)
una zucchina
una carota
una patata
due uova intere
pan grattato q.b.
sale
timo limone essiccato
olio per friggere

Procedimento:
Lavate gli spinaci, le foglie di menta e mettetele un attimo da parte. Prendete gli asparagi e tagliateli a pezzi piccoli. In una pentola fate scaldare un filo d'olio evo e cuocete le verdure, spinaci, asparagi e menta, finchè non vedete che gli spinaci iniziano ad appassire. Mettete le verdure nel bicchiere del frullatore ad immersione, frullate assieme al brodo, salate e pepate a piacimento. Mettete la crema in una ciotola e tenete poi da parte, la potete servire sia fredda che calda a seconda dei gusti. Ora prepariamo le polpettine. Prendete una ciotola e schiacciate con la forchetta la zucchina, la carota e la patata, salate leggermente, uniteci l'uovo ed un po di pan grattato. Formate delle palline, passatele prima nel pangrattato unito al timo essiccato, poi nell'uovo e successivamente nel pangrattato al timo. Friggetele in olio caldo, scolatele ed impiattate il tutto mettendo sul fondo del piatto la crema e sopra le poltettine, decorate con la punta di un asparago e le foglie delle erbe usate. Il piatto è molto fresco grazie all'uso della menta e del timo limone, le polpettine nonostante siano fritte risultano leggere e molto buone. 



Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
Paulo Coelho
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24 aprile 2017

NIDO DI AGRETTI AL BURRO CON SALE ROSA E SPAGHETTI CON VERDURE



Sono sparita per un mese intero, ma se devo essere sincera mi ha fatto bene. Sono arrivata ad un certo punto della vita in cui mi sono sentita persa. Un momento, un attimo, un messaggio, sono le cose che mi hanno fatta tornare a galla. Mi sono ritrovata in mare aperto in balia delle onde, persa, in mezzo al nulla, con addosso solo pochi sguardi di chi veramente c'è stato. I suoi occhi, persi a causa mia, le sue lacrime soffocate, e forse tanti finti sorrisi, mi hanno fatto capire quanto realmente stavo perdendo. Eppure non so nuotare, ma forse, Lui, in un modo mi ha teso la sua mano, anche se forse non voleva, e mi ha tirata a riva. Non lo vedo ancora bene come prima, ma mi ha salvata, il suo sguardo, le parole dure, mi ha fatto capire chi e cosa voglio essere. Credo che arrivi un momento simile nella vita di tutti, bisogna solo capire cosa davvero si voglia e soprattutto ritrovare se stessi, questa è la cosa più importante. Ho gettato tutto nel lavoro mettendo le cose davvero importanti in secondo piano, e li ho sbagliato. Ora, sono in piedi, gli tendo la mano ma ancora non l'ha presa del tutto, il fatto è che non mollo e non lo farò. Con queste parole ricomincio a scrivere, a parlare di me, della mia vita, della passione per il cibo, dei viaggi che vorrei fare, delle mie passioni e di tutto ciò che mi rende felice. E' primavera, ed i miei amati agretti sono tornati nei banchi del mercato.



Nido di agretti e spaghetti al burro salato con verdurine
Ingredienti per due persone:
200gr di spaghetti n.5
un mazzo di agretti o barba di frate
una carota
una zucchina
una cipolla bionda
burro al sale rosa dell'himalaya
pepe da macinare (io  ne ho usati quattro, nero, bianco, verde e rosa)
sale normale per l'acqua di cottura
olio evo

Procedimento:
In una pentola portate a bollore l'acqua, salatela e versateci gli spaghetti. Nel mentre pulite le verdure e tagliatele a dadini, fatele saltare poi in una padella con dell'olio evo, non cuocetele troppo, devono restare croccanti. In una pentola a parte fate bollire gli agretti per pochi minuti, saltateli poi in padella con un pezzo di burro fatto sciogliere precedentemente. Appena gli spaghetti saranno cotti, saltateli nella padella in cui avete cotto le verdurine, cospargete di pepe. Prendete il piatto in cui andrete a servire il tutto e create con gli agretti il primo nido, successivamente con l'aiuto di un mestolo e delle pinze, fate il nido con gli spaghetti, decorate con qualche dadino di verdura, una spolverata di pepe e servite il piatto caldo. Ricetta super veloce, che si fa in dieci minuti.



L'essenziale è invisibile agli occhi..
Antoine de Saint-Exupéry
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17 marzo 2017

UNA CAMDEN TOWN ITALIANA: EAST MARKET MILANO

Era il 24 Ottobre, ed io dopo aver partecipato alla mia prima edizione di East Market Milano, scrissi queste parole su facebook. 
"L'East market è una di quelle cose che pur sentendoci sopra tante testimonianze, se non lo vivi realmente con tutto il tuo corpo non lo puoi capire fino in fondo. E' un luogo in cui puoi vedere ogni cosa, come dei resti umani tenuti in dei barattoli, oppure lampade a forma di cervello, lettere luminose giganti, fotografi che ti fanno foto con addosso delle maschere che riproducono animali o ancora giacche anni '90 alla Beverly Hills. E' un posto in cui trovi ogni genere di persona con il proprio stile, ho visto ragazze con i capelli azzurri ed ai piedi le Dott. Martens ovviamente in tinta, uomini con la barba verde, ragazzi (sì uomini) con i jeans e sopra una gonna (ve lo scrivo ancora, Sì Uomini!), ragazzi con il taglio da samurai vestiti di nero con le ciabatte (sicuramente di qualche stilista famoso, ma pur sempre ciabatte) ai piedi, ragazze vintaggissime che pure quando si fermavano per guardare uno stand si mettevano in posta da modella anni '50, donne di 60-70 anni con ciocche di capelli di ogni sorta di colore e con fisici che nemmeno la miglior personal trainer di questo mondo, ho visto gente indossare taccazzi tanto alti che nemmeno i grattaceli di Manhattan, ho visto ragazzi andar in giro con solo una t-shirt addosso (cazzo! io avevo addosso il piumino d'oca), ho visto ragazzi piangere dopo che mi sentivano dire questa frase "La locandina di Frankenstein l'ho venduta, mi dispiace", ho visto le amanti del rosa shocking che perdevano il controllo per il troppo rosa shocking e poi ho visto tante facce belle, tanti sorrisi da tanti sconosciuti, ho preso contatti con tantissime persone ed ho visto gente che prendeva il mio biglietto con gli occhi a cuoricino e venivano trascinate via con la forza dal mio stand. East market è un mix di ogni cosa, un posto come ho detto in cui trovi tutto e tutti! Un posto che ti vuole brutto, ma al tempo stesso bello, particolare e soprattutto unico.Ti prende e ti trascina nel suo vortice, con in sottofondo la musica del dj che spiazza dai Beatles fino a Eminen, e tu sei lì con un piccolo bicchiere di birra in mano e guardi quel mondo che ti passa davanti agli occhi e ne resti travolta fino all'ultimo istante in cui inizi a far su quel poco di roba che ti è rimasta nello stand. Sorridi e pensi subito a come sarà la prossima edizione!"


Oggi, dopo aver fatto altre edizioni mi trovo a parlare con l'ideatrice di questo famoso Market, Linda Ovadia.

- Ciao Linda, dicci un po chi sei e che cos'è l'East Market Milano -
Ciao, Soribel! Sono una donna con la passione del Vintage e tutto ciò che ne concerne, e l'East Market è la creatura che ho ideato assieme a Gianluca Iovine. Il tutto è nato come una necessità di liberarmi dai miei capi ed articoli vintage, io e Lui girando per Milano ci siamo resi conto che non vi era un posto o market che sia, che volesse far vendere o anche solo scambiare (tra privati) i nostri articoli e così ci abbiamo pensato ed abbiamo deciso di metterlo su noi stessi! East Market è nato così! E' il primo market per privati tra privati, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare. Un market in cui, come tu stessa hai introdotto, si può trovare di tutto, dall'abbigliamento vintage, ad una grossa area vinili, ad una bella fetta di arredamento ed anche una fitta sezione di handmade.

1.

- Ormai di Market che vogliono seguire la vostra impronta ce ne sono molti, come mai secondo te l'East Market è così diverso? -
Ho notato anche io questa realtà, e noto sempre di più che ci vogliono molto somigliare, il che va anche bene perchè comunque la differenza tra noi e loro è molto sostanziale. Noi quando selezioniamo gli espositori lo facciamo con molto scrupolo e metodo. Amiamo le cose originali, le idee nuove ed apprezziamo molto chi si mette in gioco con un nuovo prodotto mai visto. Cerchiamo sempre di selezionare il "primo" che ha avuto una determinata idea, per tenere per noi l'unicità di tale prodotto. Poi, un'altra cosa che ci differenzia da altri market, come puoi vedere bene anche tu che partecipi, è lo spazio che noi abbiamo a disposizione, due ex capannoni che riescono ad ospitare fino a 270 stand. La cosa ci da molta soddisfazione e chi viene da noi la differenza la nota subito.

2. 3.

- Come si fa a partecipare? Leggo spesso di persone che non vengono selezionate. Come scegli gli espositori? -
Partecipare all'East Market è semplice, basta inviare una richiesta tramite email a: eastmarketmilano@gmail.com facendo una piccola presentazione di chi siete, cosa proponete ed ovviamente delle foto dei vostri articoli. Come detto prima, noi cerchiamo i prodotti Unici, quelli nuovi e che ci colpiscono di più. Abbiamo una vasta selezione di abbigliamento vintage che amiamo, posso dire che avendo tali stand facciamo sempre fatica a selezionarne altri specialmente perchè in molti vogliono proporre il second hand, di cui noi siamo ormai full come espositori. Un'altra cosa che posso dire è che, visto che molti ce li propongono, i bijoux li abbiamo super selezionati, so che vanno molto ma non possiamo riempire il capannone solo di quelli, idem per quanto riguarda le fasce modellabili, solitamente cerchiamo di non avere troppi stand degli stessi articoli, soprattutto se prodotti così inflazionati. Solitamente quando riceviamo un'email di richiesta di partecipazione tendiamo a rispondere quasi subito se l'articolo ci interessa, altrimenti se dopo sette giorni non si riceve risposta vuol dire che non si è stati selezionati. (Voce fuori dal coro, Consiglio Mio: Una cosa che posso consigliare è di visitare il market, per magari cercare di vedere cosa propongono gli standisti e magari migliorare gli articoli che proponete a Linda e Gianluca, così magari potrete essere selezionati per altre edizioni)

4. 5.

6. 7.

- Ti ricordi qual è stato il primo espositore che ha deciso di partecipare alla prima edizione del Market? -
Se devo essere sincera non lo ricordo, so che ero emozionata ed in trepida attesa di vedere come sarebbe stato il lancio del Market.

- So che non dovrei chiederlo, ma tra i tanti partecipanti ne hai qualcuno che preferisci? -
Sì, non dovresti chiederlo, posso solo dirti che ammiro diversi stand per i loro prodotti unici che hanno, ed ahimè li vedo spesso copiati, ma mai come gli originali. Un'altra cosa che posso ammettere è che adoro la perenne partecipazione di VintaGames Old Game Videogiochi Usati e Retrogames, adoro avere nel Market uno spazio dedicato ai vecchi cabinati, tutti originali e diverse consoles vintage che ora si trovano raramente in circolazione. Devi sapere che in tutta Italia, sono solo tre le persone che hanno una raccolta così vasta di cabinati, e ripeto originali, quindi per noi è un fiore all'occhiello che loro ci siano sempre.


- Da poco avete aperto anche l'East market Diner, un luogo di ritrovo per chi è appassionato di cibo, soprattutto per le specialità di tutto il mondo che proponete. Avete per caso dei nuovi progetti per quest'anno? -
Progetti ne abbiamo e li scoprirete presto, tra qualche mese pubblicheremo l'evento e potrete capire di che si tratta, per ora non posso dire altro!

8

- Toglimi una curiosità, chi è il grafico che sta dietro le locandine? Ogni mese sono sempre una più bella dell'altra, anche se ammetto che quella dell'Xmas Edition l'ho trovata la migliore. -
Se devo proprio dirlo, le creo io, non sono una grafica ma amo mettermi al computer, e noi di East Market cerchiamo sempre di fare tutto da soli appoggiandoci il meno possibile ad altri.

- All'ingresso in Via Ventura troviamo una bellissima scritta ed un robot, da dove vengono? -
La scritta East Market è stata fatta, come anche l'insegna di East Market Diner, da Ivan il fondatore di Letterarium, sono vecchie lettere ricavate da insegne dismesse. Mentre il robot viene da una sfilata di Pitti.


- Quando sarà il prossimo evento, ed ogni quanto lo fate? Dacci più informazioni possibili. -
La prossima edizione di East Market sarà questa domenica, il 19 Marzo, sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 21, lo possono visitare tutti anche i nostri amici a quattro zampe. I capannoni sono due, uno in Via Ventura 14 in cui potete trovare il vintage, l'arredamento, il modernariato, il brocante, l'area vinili e l'abbigliamento; ed uno in Via Massimiano 6 in cui trovate la più vasta sezione di hand made, da bijoux, abbigliamento, accessori e articoli d'arredo. East Market Milano viene proposto ogni terza domenica del mese, tranne ad Agosto.


Ringrazio davvero Linda per la pazienza che ha avuto con me, io più che dirvi di visitare almeno una volta questo market non so che dire, è una realtà unica, ve ne rendete conto anche voi!

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- East Market Milano -
Email: eastmarketmilano@gmail.com

- East Market Diner -
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8 marzo 2017

RACCONTI: SPERANZA

1. 2.

Potrei iniziare il racconto dicendovi che "Era una notte buia e tempestosa.." ma non era notte, era giorno di una mattina di Settembre. Anna sentiva ancora una leggera brezza tiepida che ogni tanto faceva capolino e le ricordava che l'estate stava finendo, che a breve sarebbero iniziate le giornate, appunto, buie e tempestose, e tutto ciò non faceva altro che aumentare il tormento dentro di sè. Non si ricordava come avesse iniziato a fare quel lavoro, sapeva solo che le dava una soddisfazione immensa dare nuova vita agli oggetti dimenticati ed era convinta che prima o poi gli sarebbe successo qualcosa di talmente bello da cambiarle la vita. Quel giorno però non era uno di quelli. Se ne stava a fissare i suoi oggetti e si domandava come mai non attirassero l'attenzione degli altri, come succedeva a lei. Avrebbe voluto mollare tutto, prendere ogni oggetto le capitasse tra le mani e vederlo andare in frantumi, ma ad ogni pensiero di distruggere qualcosa di suo, di così caro per i suoi occhi, si fermava e pensava che poteva andare peggio. Inconsapevole del fatto, che era già peggio! Decise di girare il cartello su chiuso e salì in casa. Si era ormai fatta sera e dal suo stomaco sentiva provenire solo tanti brontolii, decise così di guardare cosa aveva in casa e di cenare. Le si fermò il cuore scoprendo che ogni centimetro della sua dispensa era vuoto, nemmeno la polvere vi risiedeva. Il frigorifero conteneva un bricco di latte, che solo più tardi scoprì essere scaduto, mezzo limone ammuffito ed una bottiglia di acqua, avrebbe dovuto fare la spesa, ma ahimè si ricordò che nel portafogli vi erano solo tanti scontrini e nulla più. Chiuse lo sportello del frigorifero e crollò a terra. Lo sconforto era talmente tanto grande che si ritrovò con il viso rigato dalle lacrime, in quel momento si ricordò di non aver mai più pianto da quando Lei se ne era andata. Quanto avrebbe voluto che fosse lì, o anche solo sentire la sua voce dirle "Andrà tutto bene bambina mia, sii forte e non abbatterti mai, anche quando il peggio risiede lì in casa con te!". Lei non c'era più, era solo nel suo cuore e non se ne sarebbe mai andata. In quel momento sentì però qualcosa di fresco bagnarle la faccia, era Lip il suo fedele amico che non la lasciava mai, neanche nei momenti peggiori. Abbracciò il suo unico amico a quattro zampe, felice di avere almeno lui al suo fianco, gli diede da mangiare quel poco che trovò sul fondo del sacco di crocchette e dopo una doccia calda sprofondò nel letto, sperando che in cuor suo, domani sarebbe stata una bella giornata. L'indomani i raggi del sole illuminarono la sua stanza e si svegliò grazie al calore di uno di quei raggi che le si era posato sulla guancia. Non sapeva per quale motivo, forse l'aveva sognata, ma si ritrovò in piedi con un mezzo sorriso. 

4. 5.

Scese in negozio, girò il cartello su Aperto sperando di veder entrare qualcuno, ma nulla. La giorata passò in fretta, nonostante la noia. Stava quasi per chiudere, quando all'improvviso si ritrovò in mezzo al negozio un'anziana signora che la stava fissando già da un po. Restò per un attimo immobile, stranita non solo dal fatto che non l'avesse sentita arrivare, ma soprattutto che nemmeno Lip l'avesse sentita, eppure era sempre stato un ottimo cane da guardia. La signora era minuta e dall'aria graziosa, e nonostante fuori facesse ancora caldo era vestita come se fosse autunno, un cardigan di lana, una gonna lunga fino alle ginocchia, le classiche scarpe comode che portano le signore della sua età, ed infine uno scialle di lana che la ricopriva per benino. I capelli mossi erano quasi tutti bianchi ed aveva due occhi verdi che ti stregavano. La sentì solo pronunciare "Sto cercando una borsa, mi puoi aiutare, cara? Vorrei metterci dentro qualcosa di bello da portare sempre con me". Anna non era tipa da ritirare borse, ne tanto meno impazzivano nel suo guardaroba, ma si ritrovò ad aprire un vecchio baule e ne trovò giusto una. La signora le sorrise e disse che era proprio ciò che stava cercando. Girò attorno al bancone e si abbassò per tirare fuori un sacchetto per mettere via l'acquisto della vecchina, quando si tirò sù e non la vide più. Sul banco trovò poi una manciata di banconote. Uscì di corsa dal negozio, facendo suonare le campanelle a vento, con la speranza di trovare ancora nei paraggi l'anziana signora per darle il resto, ma non la trovò. Chiuse la porta alle sue spalle e sentì nuovamente le campanelle suonare. Solo allora si rese conto che quando si era ritrovata la vecchina in mezzo al negozio non le aveva sentite suonare, ne tanto meno quando se ne era andata. Si ricordò delle sue parole "Devo metterci qualcosa di bello da portare sempre con me", chiuse il negozio e decise che sarebbe andata a fare la spesa. Sorrise e dal quel momento si disse che Lei avrebbe portato sempre con sè la Speranza.

5. 6.

Speranza
Racconto di Soribel Lullaby
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2 marzo 2017

BARRETTE VELOCI AL RISO SOFFIATO


In questo periodo la mia voglia di dolci è irrefrenabile. Sarei capace di mangiarne ad ogni ora, in questo momento ad esempio sto addentando un pezzetto di ciò che vi sto per mostrare. Non so che mi capiti, sarà forse un po di ansia, lo stress, o forse mi manca altro? Non saprei. Ci sono momenti in cui sembra andar tutto bene, ed altri in cui mi sento cadere in un pozzo senza fondo. Vorrei chiedere ciò che mi manca, ma ho paura. Una volta ero dolce, ora non so più che sapore ho, se sono amara, acida o cosa. So che non sono me stessa, e che il lavoro riempe ogni secondo della giornata. Mi distrae da tutto e forse va bene così, ogni tanto addento un dolce e per qualche secondo tutto torna normale. Per qualche secondo.. Fortuna vuole però che questo dolcino sia super veloce da fare, tempo quindici minuti e ve lo potete gustare, si prepara con l'uso del microonde, una ciotola ed un cucchiaio di legno!


Barrette di riso soffiato super veloci
Ingredienti per circa 16 barrette:
150gr di caramelle mou
50gr di burro
80gr di marshmallows bianchi
170gr di riso soffiato al cioccolato

Procedimento:
Prendete una ciotola capiente in plastica, versateci dentro le caramelle mou ed il burro, fate sciogliere il tutto al microonde per circa due/tre minuti (vedete voi ogni tanto aprite per vedere la situazione, le caramelle se lasciate troppo tendono a bruciarsi). Successivamente mescolate con il cucchiaio ed aggiungete poi i marshmallow, mettete nuovamente dentro al microonde ed azionate per altri due minuti, tirate fuori la ciotola e mescolate velocemente. Per l'ultimo passaggio versate il riso soffiato dentro, mescolate bene finchè tutto non si amalgama per bene. Prendete una teglia rettangolare abbastanza grande, ungetela e versateci dentro l'impasto, livellatelo con le mani ed aspettate che si rapprenda. Una volta che si è indurito potete tagliare il blocco in tante barrette e mangiarle fino ad esaurimento. Voglio precisare che questo dolce crea dipendenza, io vi ho avvisato, quindi tenete una scorta di riso soffiato e caramelle nella dispensa, per i momenti bui.


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20 febbraio 2017

RACCONTI: ANNA ED IL SUO SORRISO

1.2.

Lui glielo diceva. "Ridi per non piangere!" Ma come spiegare ad una bambina di dieci anni cosa significassero quelle parole. Insomma, se uno è triste è triste e basta, come potrebbe mai ridere? Come si può ridere di fronte ad una cosa brutta? Di fronte alla morte, a qualcosa di tragico, o anche solo a qualcosa che è andato storto? "Vedi il bicchiere mezzo pieno!" aggiungeva. Ma cosa voleva dire? Se io riempo un bicchiere, non potrà mai essere pieno perchè gli manca sempre una parte, piccola o grande che sia. Lei, Anna, continuava a non capire. Sedeva al tavolo di legno, fatto dal padre, con le gambe a penzoloni e continuava a fissarlo. La sua famiglia era lui, assieme ad un piccolo cagnolino di dieci anni, proprio come lei, che si chiamava Lip. Lui stava sotto al tavolo ed aspettava con Anna la spiegazione del padre. Entrambi incuriositi, entrambi desiderosi di sapere cosa volessero dire quelle parole. 

3.4.

"Ti manca la mamma, Anna?" chiese il padre, e lei prontamente rispose con un sì. La madre di Anna era morta qualche anno prima, e lei spesso se ne ricordava, una brutta malattia incurabile l'ha portata via quando lei aveva solo sette anni. Se la ricorda ancora, alta, capelli lunghi e castani, due occhi chiari come i suoi ed un sorriso che faceva passare tutto. Fu allora, mentre si ricordava di quel sorriso che capì le parole del padre. Lei gli sorrise, e lui ricambiò capendo che finalmente la figlia aveva compreso il significato di quelle sue parole. "Ridi per non piangere" sì, perchè la vita non è tutta rose e fiori, lo sappiamo. Ci sono quelle giornate in cui va tutto male, ma se alziamo la testa verso il cielo e ci facciamo baciare dal sole, tutto o in parte può tornare bello. Quando ci capita qualcosa di brutto, cerchiamo di ricordarci le cose belle che ci ha donato. Quando perdiamo una persona, ricordiamone il sorriso, gli attimi felici passati insieme, le gioie state, perchè è lì che si nasconde il lato bello di una cosa brutta. E' quello il segreto per non farci cadere nell'abisso. Ricordiamo i momenti felici ed i sorrisi. Perchè solo così possiamo andare avanti in questo mondo che vi vuol togliere tanto. In questo percorso chiamato "Vita".

5.6.

Anna ed il suo sorriso
Racconto di Soribel Lullaby
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17 febbraio 2017

TORTA RICOTTA E CIOCCOLATO CON FRAGOLE, SENZA BURRO



Alessandro D'avenia scrive “Devi amare quello che fai. Ogni dolce ha la sua storia: la persona per cui lo prepari, i sentimenti che provi mentre lo prepari... ogni cosa entra nelle mani e mentre impasti pensi con le mani, ami con le mani e crei con le mani.” 
Come ho sempre detto, cucinare è sinonimo d'amore, ed in questo caso un dolce viene fatto per amore, da donare a qualcuno che amiamo, ma tante volte anche da donare a noi stessi, per coccolarci perchè dobbiamo essere i primi a volerci bene. In questi giorni tra silenzi, parole non dette, ma poi arrivate all'improvviso in una notte che poi hanno portato un po di sconforto e lacrime, altro non volevo che un dolce in cui affogare tutto. Uno di quei dolci che mangeresti tutto da solo, senza dividerne nemmeno un pezzetto, pieno di cioccolato sicuramente, e magari con delle fragole, perchè si sa fragole e cioccolato si sposano benissimo, un dolce che ti scioglie il cuore tanto è cremoso. Io mi sono buttata su di una torta cioccolato e ricotta, una bomba per ogni parte del nostro corpo, specie per le coronarie, ma che nonostante tutto, un po fa bene al cuore!



Torta ricotta e cioccolato con fragole, senza burro
Ingredienti:
250gr cioccolato fondente
250gr di ricotta Galbani
5 uova
50gr di zucchero di canna
125gr di farina autolievitante
75gr di granella di nocciole

Per la copertura:
200ml di panna
150gr di cioccolato fondente
fragole per decorare

Per la farcia:
composta di fragole

Procedimento:
Sciogliete il cioccolato a bagno maria e mettete da parte. In una ciotola con la frusta a mano, sbattete le uova con lo zucchero finchè non diventa un composto denso. Aggiungete al composto la ricotta, il cioccolato, successivamente la farina e la granella di nocciole. Prendete una teglia rettangolare da plumcake, ungetela, infarinatela e versateci dentro l'impasto. Infornate a 180°C (forno preriscaldato) per circa 40 minuti, finchè il dolce non diventa compatto ma un pochino umido. Una volta cotta lasciatela raffreddare e successivamente tagliatela a metà. Farcite con qualche cucchiaio di composta di fragole e preparate successivamente la crema di copertura. In un padellino scaldate la panna e portate ad ebollizione. Togliete il padellino dal fuoco ed aggiungeteci il cioccolato tagliato a pezzi, fate sciogliere il cioccolato ed amalgamate il composto finchè non si addensa. Mettete in una ciotola e lasciate raffreddare. Nel caso la torta nel centro si fosse sollevata, tagliate la sommità e livellatela. Versateci poi la copertura sopra la torta creando delle piccole onde, decorate poi con le fragole tagliate a metà. Ponete la torta in frigorifero fino al momento di servire.

Se vi fa impazzire l’abbinamento ricotta e cioccolato, provate a dare uno sguardo a questa pagina.

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13 febbraio 2017

RACCONTI: STAI ATTENTA CHE SI ROMPE!

1. 2.

Lei me lo diceva sempre. "Stai attenta che si rompe!" Ed io, puntualmente lo rompevo. Una bambina dai ricci capelli neri indomabili, sempre vestita a puntino da Lei, sempre in ordine, perchè "Quando si esce di casa bisogna essere sempre perfetti, non si sa mai chi possiamo incontrare!" così mi diceva. Una bambina, che sì, oltre ad essere carina ed educata come Lei voleva, era anche maldestra da matti. Ogni cosa di fragile prendessi in mano andava in frantumi dopo pochi minuti. Solo Lei sa quanti piatti o bicchieri le facevo comprare, e solo io so quante sberle prendevo ogni volta. Avevo diverse bambole in porcellana, ed avevo il terrore di romperle, quindi le guardavo ma non ci giocavo mai. Potete capire, una bambina di otto anni con le bambole nuove da tenere nella scatola, e quindi poter solo guardare ma non toccare. Però Lei lo ripeteva spesso "Stai attenta che si rompe!". 

3. 4.

Un giorno ricordo di aver preso la bambola più piccola, aveva un buffo vestito alla Arlecchino, ma dai toni chiari ed il naso rosso. Adoravo quella bambola, la guardavo ma non ci giocavo mai. Ma quel giorno mi feci coraggio e mi dissi "Ci gioco solo due minuti, non succederà nulla!". La presi dallo scaffale in alto, dove vi erano tutte le sue sorelle in porcellana, la guardai, felice di poterla finalmente toccare, sentire il freddo della sua pelle e la morbidezza del vestitino di seta che indossava. Restai a fissarla per qualche minuto, finchè cercando di scendere dal letto inciampai e mi volò in terrà. Aveva il braccio e la testa rotte. Io avevo il cuore in gola ed in testa una sola cosa. "Stai attenta che si rompe!". La mia bella bambola Arlecchino era li che mi fissava, ed io con le lacrime agli occhi mi chiedevo perchè non l'avessi lasciata dov'era, sarebbe ancora intera, sarebbe lì a guardarmi, a pensare come mai non la toccassi mai e magari a sorridermi, come spesso mi immaginavo facesse. Sapevo solo una cosa. Era rotta, ed era colpa mia. Chi dice che le cose rotte non si possono più aggiustare, ha pienamente ragione. Una volta rotto qualcosa, che sia una bambola, un vestito, un legame, se provi a metterlo nuovamente insieme non sarà mai più come prima. La mia bambola non tornò mai più quella da prima, rompendosi il braccio ricordo che si strappò anche una manica del vestito, e ricordo che la sua espressione, nonostante fosse sempre simile, era cambiata, mi guardava come se volesse dirmi che era tutta colpa mia, che ormai lei non sarebbe più tornata quella di prima, e così fu. Io la guardavo e mi accorsi che non sorrideva più, o forse, me l'ero sempre solo immaginata.

5. 6.

Stai attenta che si rompe!
Racconto breve di Soribel Lullaby
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3 febbraio 2017

SILVIA E LA SUA DECORA FACILE

Chi mi conosce sa bene che oltre ad essere una personal chef e mezza rigattiera, amo anche dedicare il mio tempo al restyling dei mobili mal messi, o di quelli che i miei clienti decidono di portarmi perchè stufi di vederli così come sono, cercano una rinfrescata ed io se posso lo faccio molto volentieri. Dedicarmi a questa attività è un mix di varie cose, voglia di mettersi in gioco per vedere il risultato finale, gioia nel vedere il mobile appena te lo scaricano nel magazzino ed anche un po di scetticismo perchè dalla foto al novanta per cento delle volte non è come dal vivo e quindi ti cadono entrambe le braccia, ma ti rimbocchi le maniche ed accetti la sfida. C'è anche un briciolo di ansia ad ogni pezzo che sistemi "reggerà?" "e se faccio così" "chissà se così va bene" "potrà piacere" "a me piace!" questo e tanto altro mi passa per la testa quando ho tra le mani un mobile che non è mio o che devo poi rivendere. Cerco di vederlo finito già nella mia mente ed è sempre uno spettacolo. In molti mi chiedete che tipo di pittura io usi per i miei lavori, ed oggi che è venerdì ed è giorno di rubrica "Fuori dalla mia cucina.." ve lo racconto e ve lo faccio dire dalla persona che l'ha ideata, Silvia e la sua Decora Facile.


Ciao Silvia! Io ti conosco già da un po, ma racconta ai miei lettori chi sei.
Ciao Soribel! Sono moglie e madre di due splendidi giovani ragazzi, sono da sempre appassionata di interior design e sono sempre alla ricerca di idee e soluzioni per rendere la casa calda e accogliente. 
Autrice del marchio Shabby Chic Life e della vernice Decora Facile. Recupero di mobili e oggetti che appartengono al passato, trasformazione e decorazione, questo è il mio mondo! 

Ami più di ogni altra persona che io conosca, lo stile shabby chic, spiegaci cos'è e perchè ti piace tanto.
Lo stile shabby chic trasforma i mobili che sono passati di moda usando il colore bianco in tutte le sue sfumature e poi si crea l’effetto consumato con la carta vetrata perché shabby significa consumato, invecchiato. Vedere gli oggetti che in origine sono brutti e malandati trasformati con colori chiari e l’effetto consumato è una gioia ed una sorpresa allo stesso tempo che non mi delude mai anzi una volta trasformati gli oggetti sono sempre più belli di come li avevo immaginati. 


Hai da qualche tempo creato una pittura tua e che porta il tuo marchio, la Decora facile. Come ti è venuta l'idea di creala? Hai avuto paura di lanciarti in questo progetto, sei stata aiutata? 
Creavo questa vernice in modo casalingo e la usavo per me e ho pensato di rendere partecipe anche altre donne che come me amano trasformare la casa, renderla originale, personalizzarla e ce l'ho fatta! Con il mio compagno sempre accanto tutto è andato per il meglio.


Hai trovato ostacoli durante tutto il tuo periodo di sviluppo e crescita professionale? 
Lo sviluppo e la crescita non finiscono mai e di conseguenza gli ostacoli non finiscono mai. 

Spiegaci cos'è la Decora Facile, come si usa, su quali tipi di materiale? E' facile da utilizzare, la consiglieresti anche a una persona inesperta? 
Decora Facile è una vernice a base acqua che si può utilizzare su legno, laminati, plastica, ferro, pelle e vetro, senza carteggiare e senza passare primer. Basta pulire bene la base su cui si deve applicare con acqua e ammoniaca e poi si stende la vernice. Al termine consigliamo di passare la vernice protettiva Decora Finitura per pulire l’oggetto in modo pratico e veloce. E' quindi adatta a tutti, chi è alle prime armi e chi ha già molta esperienza.


La pittura si può solo acquistare online o anche in qualche negozio? 
La vernice si può acquistare sullo shop on line www.shabbychiclife.it e in alcune città abbiamo anche i rivenditori. Tutta la lista dei rivenditori è disponibile sullo shop, cliccate QUI


Qual è stato il tuo migliore lavoro con la Decora facile? e quello di un tuo cliente, il classico prima e dopo, migliore?
Il migliore è sempre quello che devo ancora fare non perché gli altri non siano belli ma perché si cerca sempre di migliorare.


Nello shop si trovano pitture in tonalità shabby chic e pastello, anche se a parer mio un giallino pastello ci manca, hai mai pensato di introdurla, per il nuovo anno hai nuovi colori da inserire? Hai mai pensato di creare dei campionari in legno, acquistabili ovviamente, così da mostrare realmente com'è la pittura una volta stesa, anzichè allegare il campionario cartaceo? Io ad esempio la terrei nel mio ufficio da mostrare ai miei clienti, così che possano vedere e toccare con mano il prodotto. 
La palette dei colori di Shabby Chic Life è sempre realizzata rispettando lo stile shabby chic che prevede l’uso del bianco in tutte le sue sfumature e i colori pastello sempre molto polverosi. Il massimo della tonalità gialla che lo stile shabby chic prevede è il colore avorio che è già presente nella gamma dei colori di Decora Facile come colore Bianco Antico. L’espositore dei colori in legno è fornito in dotazione solo ai nostri rivenditori ufficiali, mi dispiace.



Quest'anno la coppia Silvia e Guido continueranno con i corsi di tecnica shabbychic in giro per l'Italia, oppure vi dedicherete solo alle fiere? Insomma, dove e quando vi possiamo venire a trovare?
Certamente la prossima settimana ci trovate all’Hobby Show di Roma e il mese successivo a Pescara e poi a seguire corsi shabby chic a Roma e Lanciano.


Ed ora che Silvia ci ha salutati, avete capito quale sia il mio segreto per rendere migliori i vecchi mobili, ed anche chi è poco avvezzo a questa pratica di restyling sono certa che diverrà bravo in poco tempo. Pennello alla mano e via! Buon lavoro!

Potete trovare Silvia e la sua Decora facile nei principali social:
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27 gennaio 2017

MOZAO: IL FOODTRUCK DAL SAPORE VINTAGE

E come molti di voi, oggi, diranno: "Finalmente è Venerdì!". Giorno che annuncia in weekend, si è tutti felici e contenti, ultima giornata di lavoro della settimana per molti di voi. Perchè sì, non crediate che per tutti i comuni mortali il venerdì sia tutto sto carnevale di Rio! Sì, insomma, c'è chi ad esempio come me e moltissimi altri da venerdì fino a domenica si fanno un culo mazzo tanto, perchè il weedend è la-vo-ra-ti-vo cari miei! Ma sapete che vi dico però? "Finalmente è Venerdì!" perchè è il giorno in cui sto fuori dai fornelli e presento la rubrica "Fuori dalla mia cucina..". Per l'appuntamento di oggi ho due fantastici ragazzi, che io personalmente adoro sin da quando anni fa li conobbi per la prima volta via facebook. Lei super carina e vintagggggggggissima (ho scritto giusto?!?) da matti, e Lui il Riccio, il suo Lui (perchè sì ,sono una coppia in tutto e per tutto!!) che ha la creatività nelle mani ed ha scelto una compagna a tutto swing. Loro, nel web e nel mondo del foodtruck, sono i Mozao!!


- Mozao ragazzi!!! Io so che vuol dire, ma spiegatelo anche ai miei lettori. Che vuol dire la parola Mozao e come vi è nata questa idea? E soprattutto, chi sono i signori Mozao e da chi è composta questa famiglia food truck? -

Mozaoo!! Siamo Clara e Riccardo e da circa 4 anni siamo anche MOZAO un'attività di street food che propone tigelle, gnocco fritto e in inverno anche tortellini in brodo e passatelli in brodo. Il nome MOZAO sarebbe "ma ciao" in cadenza emiliana. L'idea di aprire una tigelleria ambulante ci è venuta dopo un lungo percorso fatto di progetti e richieste di fondi europei che non ci sono stati concessi per aprire un punto ristoro classico... e meno male!! Infatti un pò per fortuna e un pò per caso abbiamo deciso di partire con la nostra Bruna l'apecar attrezzata a cucina, il nome che le abbiamo dato è in onore della mia zia che mi ha trasmesso la passione e le ricette per questi prodotti. La nostra "famiglia" è composta da l'ape car LA BRUNA, la prima roulottina vintage LA LUISONA ed infine l'ultima arrivata LA COCOTTE.



- Cosa offrite ai vostri clienti? Quali sono i vostri servizi principali? So che puntate molto sul proporre prodotti freschi e di qualità. Fate tutto voi? -


I nostri servizi con il tempo si sono ampliati, dal servizio di catering per eventi privati che possono andare dal compleanno, ad un evento aziendale ad un matrimonio. Attualmente abbiamo 3 food truck e oltre a loro proponiamo postazioni di drink station realizzate in stile banchetti della limonata di una volta con boccioni di acque aromatiche, postazione birra alla spina, tutte accessoriate con tinozze e decori vintage che è il nostro stile. Adoriamo in oltre curare allestimenti in stile pic nic ed abbiamo creato un nostro forma che si chiama Balera Clandestina







- Io sono golosa di natura, come anche i miei lettori. Quando vedete un cliente, riuscite subito a capire cosa prenderà o cosa proporgli? Qual è il piatto che più apprezzano? - 
Credo lo gnocco fritto abbinato ai salumi ma apprezzano parecchio le nostre speciali versioni come ad esempio quello alla carbonara composta da gnocco fritto sul quale mettiamo una crema di uovo, pecorino, parmigiano e pepe per finire con fette di guanciale. Ma direi che anche le nostre maxi tigelle fanno sempre molta gola come quella con crudo, crema di fichi, senape, gorgonzola e germogli di porro. Cerchiamo di proporre sempre nuovi e gustosi abbinamenti per soddisfare al meglio i nostri clienti.


- Quando vi ho conosciuto ricordo che dopo meno di un anno è partita la moda del food truck! Immagino che non sia una cosa così facile come si pensa e che non lo sia stato, almeno inizialmente, nemmeno per voi. Vi va di dare qualche consiglio a chi vuole intraprendere questo tipo di attività e stile di vita? Quali sono le principali difficoltà? - 
Bhè si in effetti ormai il mercato è quasi saturo, noi siamo state una delle prime realtà in Italia e la seconda a Roma, a oggi solo nella capitale saremo almeno 60. Non è facile perchè in Italia e nelle grandi città come Roma ci sono molti e troppi vincoli per poter lavorare quotidianamente. il consiglio è di puntare ad un prodotto di qualità che non esiste già sul mercato dello street food cercando di differenziarsi curando molto la comunicazione e la propria immagine. 

- Quando vi hanno contattato per il primo matrimonio come vi siete sentiti? Com'è stato? -
Sai che continuo a pensaci ma non riesco a ricordare??? Ahahha sarà che ne abbiamo fatti talmente tanti!! E' sempre un'emozione perchè adoro farli per l'atmosfera che si respira, addobbo il truck in tema wedding per cui posso sbizzarrirmi al meglio!!



- Organizzate anche corsi in casa vostra (tra l'altro stupenda!!!), come funziona? Cosa si fa durante queste sere? -
Siiiiii facciamo una formula CORSO con CENETTA a casa nostra un casetta in stile francese molto bella in cui ci prendiamo cura dei nostri ospiti, imparano a cucinare tigelle e gnocco fritto e poi si cena tutti in compagnia con il cibo che si è cucinato durante la serata fra un bicchiere di lambrusco e chiacchiere. Li organizziamo di norma il mercoledì sera con 12 postazioni al massimo e per ogni data creo il relativo evento su facebook, chi vuole partecipare deve solo scrivere in privato su facebook.


- Clara, se ricordo bene tu sei una maniaca delle liste! Quali progetti avete per il 2017? Vi siete già fissati degli obiettivi? - 
Eeeeeeeeee.... ci sarebbe il grande progetto che da tempo ci frulla in testa e che ci porterebbe a stabilizzarci un pò ma di cui non posso svelare nulla, posso solo dire che è un'idea pazza e originale!!

- Vi diverte fare questo lavoro? E come un sogno che si avvera? Una passione che diventa lavoro? -
Si direi proprio di si, anche se fisicamente comporta una fatica notevole però viene sempre ripagata dai sorrisi delle persone, dalle conferme di tutte le persone che credono nel nostro progetto e che ci stimano ... colleghi, amici e tanti sconosciuti che ci fanno sempre tanti complimenti.E poi dopo anni di lavoro come grafici pubblicitari e web designer per le altre persone ora finalmente mettiamo tutto il nostro sapere, il nostro gusto estetico e lo studio nel campo della comunicazione per la nostra attività!! E' la nostra creatura di cui ci prendiamo costantemente cura impegnandoci per cercare di migliorare sempre di più.




Che dire? Io li amo, e sono certa che siano piaciuti anche a voi. Come potete vedere si può fare di una passione un lavoro, e fidatevi di me e anche di loro, poi tanto male non è. Sognare e realizzare i propri sogni si può fare, tirateli fuori da quel cassetto polveroso e fate prendere loro aria!

Ringrazio Clara e Riccardo per aver avuto la pazienza ma anche il piacere di rispondere alle mie domande, a ritmo del loro amato swing e con un po di stile rockabilly come piace a me, vi do due dritte su dove li potete trovare.

- Mozao -
Email: info@mozao.it
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