29 aprile 2015

PASTA AL PESTO DI TOFU


Non amo il tofu! Credo che iniziare così questo post sia d'obbligo. Magari un po controsenso, ma che senso avrebbe altrimenti scriverlo? (sembra uno scioglilingua!!) Comunque, dicevo, io non amo il tofu. Non mi piace la sua consistenza, il suo odore ed il suo sapore. Non lo mando proprio giù, o meglio lo mando giù a denti molto stretti. E' uno di quegli alimenti che spesso compri e che in tutti i modi cerchi di farti piacere, lo provi, lo cucini in modi diversi, per vedere se può succedere il miracolo, ed infine le cose sono due, o ti rassegni e capisci che non fa per te, oppure come nel mio caso trovi un modo di cucinarlo che ti garba assai! L'ho comprato e mi son detta, ti uso per la pasta! E così ho fatto, l'ho preso, l'ho bollito e l'ho condito, o meglio ci ho condito la pasta. Il segreto di tutto è saperlo camuffare con gli altri ingredienti!



Pasta al pesto di tofu
Ingredienti per 2 persone:
200gr di pasta corta
150gr tofu
mezzo spicchio d'aglio
1 mazzettino di basilico
1 mazzettino di prezzemolo
1 mazzettino di erba cipollina
olio extra vergine d'oliva q.b.
sale q.b.
pepe nero

Procedimento:
Cuocete la pasta in acqua bollente salata. In un padellino portate a bollore dell'acqua e cuocete il tofu per 5 minuti, dopo di chè scolatelo. Prendete il mixer e tritate assieme il tofu, il basilico, il prezzemolo, l'erba cipollina, e aggiungete olio fino a che non vi piace di consistenza, salate ed infine pepate. Una volta pronta la pasta, conditela con il pesto pronto e servite in tavola. Questo piatto è molto veloce ed è anche un bel salva tempo.


"Impara a cucinare anche ciò che non ami!"
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27 aprile 2015

MUFFIN ALL'ERBA CIPOLLINA


A volte mi sveglio e la mia voglia di fare colazione con qualcosa di "deciso" mi fa quasi venire i sensi di colpa, per quando poi faccio palestra, ma d'altronde la faccio per un motivo valido! Quindi via i sensi di colpa e benvenuta voglia di roba ricca e salata! Da quando sono mamma cerco di fare le cose di casa nei giusti tempi, ritmi e soprattutto orari. Cerco di svolgere tutte le faccende prima che lui si svegli la mattina, e quindi tante volte il dolce o il salato di turno della colazione lo preparo la sera prima, un po come quando faccio il pane. Svegliarsi poi la mattina con ancora il profumo inebriante del dolce o salato preparato la sera prima già ti fa riempire la pancia ed iniziare bene la giornata! Questi muffin hanno invaso casa, e per una come me che ama l'erba cipollina il profumo ritrovato in cucina mi ha aperto poi lo stomaco.



Muffin salati all'erba cipollina
Ingredienti per 12 muffin:
300gr di farina autolievitante
80gr olio di semi
2 uova
200ml di latte di soia
5gr di sale
10gr di erba cipollina meglio se fresca, in alternativa essiccata

Procedimento:
Il procedimento è molto semplice e veloce, potete usare benissimo una frusta a mano, oppure un semplice cucchiaio di legno. Prendete una ciotola, mescolate assieme la farina, il sale, l'erba cipollina, successivamente unite le uova, una per volta, l'olio di semi ed infine il latte, mescolate in continuazione per evitare la formazione di grumi. Una volta ottenuto il composto, prendete il vostro stampo per muffin, io ho usato quello in silicone (Pavonidea stampo Muffin 12 porzioni), versateci l'impasto per 2/3 ed infornate (forno preriscaldato ventilato) a 180°C per 15 minuti. Gustate i muffin sia freddi che caldi.


"Vivete ogni giorno, 
come se non ci fosse un domani!"
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20 aprile 2015

CIAMBELLINE CON UVETTA



Oggi sono ormai trenta giorni che ho iniziato il mio percorso per tornare alla mia forma fisica prima della gravidanza. Devo ammettere che la strada è ancora lunga, i giorni passati sono stati difficili, avrei voluto mollare già dopo pochi giorni, ma la tenacia e la voglia di indossare nuovamente i miei jeans preferiti hanno avuto la meglio. Allattando al seno non ho avuto la possibilità di mettermi a dieta, ho deciso però di eliminare il più possibile carne e pesce per cercare di tornare nuovamente alla dieta vegetariana che stavo seguendo prima. I risultati comunque si vedono, o almeno li sento. Mi sento meglio, sono già molto più soda e tonica, ed ho perso, solo facendo palestra 30 minuti al giorno, 1kg, non è tanto ma è il giusto per me. L'obiettivo di tornare ai miei vecchi 45kg è lungo ancora 9kg, ma ce la farò! I dolci non li ho potuti abbandonare, che sia la scusa che sono una food blogger, o che sia il fatto che sono golosa?? Mhà!!



Ciambelline con uvetta
Ingredienti:
200gr di farina autolievitante
80gr olio di semi
2 uova
100gr di fruttosio
80gr di uvetta sultanina
circa 250ml di latte di soia (sono andata ad occhio fino a 200ml, poi ho aggiunto piano piano)
un pizzico di sale

Procedimento:
Il bello di questo dolce, è il fatto che dato che faccio palestra, ho deciso di farlo tutto a mano con solo l'ausilio di una frusta (non elettrica), fare ginnastica ed allenarsi lo si può fare con tutto. In una ciotola mescolate il fruttosio con l'olio, mescolate per bene. Aggiungete poi le uova, mescolate per bene. Continuate a mescolare ed incorporate la farina, il sale, ed il latte poco per volta, per finire aggiungete l'uvetta. Versate l'impasto all'interno di stampini in silicone (io ho usato quelli della Pavonidea MINIGUGLHUPF) a forma di ciambelline. Mettete a cuocere a forno ventilato per 180°C per circa 15 minuti (il forno va preriscaldato). Una volta pronte toglietele dagli stampi, e se volete decorate con zucchero a velo oppure con della glassa al cioccolato, a voi la scelta, io le ho lasciate così naturali.


Vuoi dimagrire? È facilissimo: 
Ti basta prendere a volontà quante cucchiaiate vuoi da un maxi vaso di Nutella. 
Poi esci con la tuta e le scarpe da jogging. 
I tuoi sensi di colpa ti faranno da personal trainer.” 
SILVIA ZICHE
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16 aprile 2015

CROSTONE PRIMAVERILE


La Primavera, con i suoi profumi ed i suoi colori è sempre stata la mia stagione preferita. Il suo arrivo si inizia a sentirlo nell'aria già molti giorni prima del 21 di Marzo. Si inizia a sentire il tepore del sole caldo sulla pelle, gli uccellini che cantano a festa facendosi il nido, le rondini che arrivano assieme alle prime margherite ed alle violette. Questa stagione risveglia tutto dopo il lungo inverno, da nuova vita a piante e fiori, e l'animo si rallegra. Si inizia a pensare ai pic nic romantici con i propri cari, oppure alle scampagnate con amici. Si comincia a fare i pranzi all'aperto e a decidere come rinnovare gli ambienti esterni. Un buono spunto per decori e ambienti all'aperto ce lo da il famoso portale di shopping online Dalani


Nel loro sito troverete tante idee dal profumo di primavera, grazie alle loro idee in ambito di progettazione, alla nuova sezione dedicata al food, ed anche grazie al loro nuovo Ebook "Profumi di primavera" che potrete scaricare facilmente. Magari, nella tavola ben allestita potete proporre ricette fresche con ingredienti di stagione, come questi crostoni che ora vi propongo.


Crostoni primaverili
Ingredienti per 2 persone:
1 baguette
300gr di asparagi freschi
50gr di fave
4 uova di quaglia
maionese
sale - pepe - olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Per prima cosa accendete il forno a 180°C, prendete la baguette e tagliatela a fette un po spesse, in senso obliquo. Adagiatele sulla placca del forno rivestita con carta, oliatele e fatele dorare leggermente. Una volta dorate tiratele fuori dal forno e lasciatele raffreddare. In una pentola portate a bollore dell'acqua salata e cuocete gli asparagi per qualche minuto, dovete giusto sbollentarli, devono restare leggermente croccanti. Scaldate poi una padella antiaderente e lasciateli bruciacchiare un pochino, metteteli poi da parte. Prendete le fave, sbucciatele e lavatele sotto l'acqua corrente, dovranno restare crude (se no vi piacciono crude, tostatele un po). Nel mentre cuocete anche le uova di quaglia e fatele diventare sode. Componete poi i crostoni spalmandoli di maionese, adagiateci sopra un paio di asparagi, le fave crude, l'uovo di quaglia tagliato in due, pepate e versateci un filo d'olio. Il piatto è pronto! Questa ricetta oltre ad essere molto gustosa, si prepara in poco tempo, consideratela un salva pranzo o cena! Oppure è ideale come aperitivo.



Info Dalani

"Cullatevi al tepore delle prime giornate di sole, 
approfittatene per stare all’aperto, 
nel giardino di casa o sul terrazzo, 
circondandovi di amici e persone care, 
dedicandovi ai vostri hobby preferiti"
Dalani
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7 aprile 2015

TRE MESI DI NOI


Ricordo quella sera. Era aprile. Ricordo come mi preparai per realizzare il nostro desiderio. Mi feci prima una bella doccia calda, seguita da una ceretta e da un massaggio del corpo con dell’olio. Mi profumai con due gocce di profumo e mi sistemai i capelli. Nemmeno dovessi andare al primo appuntamento con te. Ricordo l’emozione nel sentire i rumori al piano di sotto, credevi che mi stessi preparando per andare a dormire. Tu già profumavi di pulito e guardavi la televisione. Uscii dal bagno ed optai per mettermi il completino in pizzo nero che tanto ami, mi misi le calze e le scarpe nere con il tacco. Volevo sedurti come mai avevo fatto, posai sulle labbra anche un bel rossetto rosso per catturarti ancora di più. Ti chiamai, e nell’attesa cercavo, in modo molto impacciato, di mettermi in una posizione super sexy, ma non credo mi riuscii molto bene. Ti fermasti davanti alla porta, ed io con un lieve rossore sul viso ti feci segno con il dito di venire da me. Ricordo la mia malizia e la tu delicatezza. Ricordo che ti dissi “Questa volta ci riusciremo!”. 

Il nostro toccarci, il nostro desiderarci ci ha portato nove mesi più in là, esattamente al 6 gennaio. Quel giorno ero di 40 settimane più 4. Ricordo la mia ansia fino a due giorni prima. Quel giorno invece ricordo la mia calma, felice di andare dai suoceri per un pranzo leggero, bagna cauda!  Insomma, la leggerezza per chi da un momento all’altro potrebbe partorire. 15.10. Andai in bagno, e subito ti feci chiamare. C’era qualcosa che non andava. Subito ti dissero “ha rotto le acque”! Ma tu non ci diedi importanza, credevi ti stessero prendendo in giro. Ma qualcosa c’era. Delle perdite. Rosse. Mi presi per mano e con un po d’agitazione, che ovviamente davi a vedere benissimo, mi portasti alla macchina. Quasi scoppiai in lacrime quando lei mi abbracciò, la guardai negli occhi e mi disse “andrai benissimo”. La mia amica, lei che sembra vegli su di me da quando sono mamma. Le contrazioni erano ogni tre minuti, ricordo la pressione che facevo con le mani sul cellulare per verificare il tempo tra una e l’altra. Tu correvi in macchina, io ti dicevo di andare piano che eravamo in tempo e che lui era ancora lì dentro. In ospedale ci dissero che non era ancora ora, ed un po amareggiati tornammo a casa. 17.15. Decisi di farmi un bagno, perché le contrazioni erano sempre molto frequenti. L’acqua calda scatenò una reazione contraria a quello che credevo, mi fecero aumentare i dolori. 

Le contrazioni si erano avvicinate, una ogni minuto di dolore atroce (come se dovesse uscire qualcosa da posti impensabili!!). Quello, oltre alle continue perdite, era il segnale che l’ostetrica mi aveva detto di aspettare. Ricordo vagamente il dolore provato, i miei ricordi sono molto vaghi. Ricordo che non volevo andare ancora in ospedale, dato che ci eravamo stati da nemmeno due ore, ma il dolore era così straziante che non ce la feci. Ricordo la fatica nel camminare, ricordo che nessuno ci ha soccorsi al pronto soccorso e quindi decidemmo di “rubare” una sedia a rotelle ed andare dritti in reparto. 
18.03. Arrivati là l’ostetrica di turno mi sorrise e solo guardandomi mi disse “ora sì che ci siamo” . Mi visitò e mi ricoverarono. Stanza 10 letto 4, i miei numeri fortunati. Dilatazione 4 centimetri, ancora troppo poco. Camminai, se così si può definire. Feci una doccia con l’aiuto di mia madre. Camminai per i corridoi con lui che mi sorreggeva, e non diceva nulla alle mie imprecazioni e lamenti che gli facevo. Ricordo che gli dissi “non mi toccherai più per i prossimi tre anni!” o anche “la prossima volta adottiamo un intero continente africano, piuttosto che avere questi dolori!”. Dolori, di cui non ho memoria, ma al momento immagino fossero molto forti. Le lacrime, i lamenti, le urla trattenute per paura di dar fastidio a qualche mamma con i loro bambini appena nati (non sono normale, lo so!). Lui che cercava di aiutarmi, io che lo mandavo via, io che lo cercavo per supporto, io che gli urlavo contro, io che lo abbracciavo, io che lo respingevo, io che gli chiedevo di massaggiarmi la schiena, io che gli dicevo che non ne era capace, io che non ero affatto in me, lui che non se ne è mai andato. 21.15. “Vammi a compare un twix!” il mio bisogno di roba dolce era arrivato ad un livello mai provato in vita mia. Ovviamente prima di andare  a comprarlo andasti dall’ostetrica e ti diede il via, dicendo che sicuramente qualcosa di dolce andava più che bene e che mi avrebbe dato un po di forza durante il parto. Lo divorai in un nano secondo appena lo vidi, e mi sentii in paradiso per circa un minuto. 
22.45 Non lo sopportavo più. Gli dissi “Dì a Silvia che voglio partorire ORA!” (Silvia, la mia ostetrica). Mi visitò, ero a 8 centimetri. Decise ugualmente di far preparare la sala e di riempire la vasca per il parto, era il mio unico desiderio, sedermi e partorire. 
23.15. Entro in sala parto, ci arrivo con molta fatica e con molte soste lungo il corridoio. Silvia, contro ogni mio volere, mi dovette visitare e mi attaccò al monitor. 
9 centimetri. 23.45 mi fece sedere in vasca. Dovetti ancora trattenere la voglia di spingere. Non trovavo la giusta posizione in vasca, ma ci restai dentro ugualmente, in qualche modo mi stavo rilassando. 
23.50. 10 centimetri. Silvia mi disse “Ora puoi spingere!” a quella frase ricordo che al cervello mi arrivò in questo modo “Adesso scatenate l’inferno!!”. Ricordo le contrazioni ogni trenta secondi. Ricordo che Silvia di mi diceva di respirare e di bere. Ricordo che tu mi asciugavi la fronte, perché la temperatura calda dell’acqua mi stava facendo perdere molti liquidi più del previsto. Ricordo le mie cinque spinte, ero stremata. 
7 gennaio 0.10. Ricordo la tua testa, ricordo la sensazione quando uscisti totalmente. Ricordo che ti presi subito in braccio appena fuori, ricordo il tuo urletto, ricordo i tuoi occhioni che incrociarono subito i miei. Ricordo il tuo papà e le sue lacrime. Ricordo te e solo te dopo quel momento, tutto il resto come per magia è scomparso. Dolore, punti, visite, voci, fibromi, ginecologi, ostetriche. Ricordo solo te. 


Tre mesi pieni d’amore. Tre mesi di noi. Auguri Amore mio.
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