7 aprile 2015

TRE MESI DI NOI


Ricordo quella sera. Era aprile. Ricordo come mi preparai per realizzare il nostro desiderio. Mi feci prima una bella doccia calda, seguita da una ceretta e da un massaggio del corpo con dell’olio. Mi profumai con due gocce di profumo e mi sistemai i capelli. Nemmeno dovessi andare al primo appuntamento con te. Ricordo l’emozione nel sentire i rumori al piano di sotto, credevi che mi stessi preparando per andare a dormire. Tu già profumavi di pulito e guardavi la televisione. Uscii dal bagno ed optai per mettermi il completino in pizzo nero che tanto ami, mi misi le calze e le scarpe nere con il tacco. Volevo sedurti come mai avevo fatto, posai sulle labbra anche un bel rossetto rosso per catturarti ancora di più. Ti chiamai, e nell’attesa cercavo, in modo molto impacciato, di mettermi in una posizione super sexy, ma non credo mi riuscii molto bene. Ti fermasti davanti alla porta, ed io con un lieve rossore sul viso ti feci segno con il dito di venire da me. Ricordo la mia malizia e la tu delicatezza. Ricordo che ti dissi “Questa volta ci riusciremo!”. 

Il nostro toccarci, il nostro desiderarci ci ha portato nove mesi più in là, esattamente al 6 gennaio. Quel giorno ero di 40 settimane più 4. Ricordo la mia ansia fino a due giorni prima. Quel giorno invece ricordo la mia calma, felice di andare dai suoceri per un pranzo leggero, bagna cauda!  Insomma, la leggerezza per chi da un momento all’altro potrebbe partorire. 15.10. Andai in bagno, e subito ti feci chiamare. C’era qualcosa che non andava. Subito ti dissero “ha rotto le acque”! Ma tu non ci diedi importanza, credevi ti stessero prendendo in giro. Ma qualcosa c’era. Delle perdite. Rosse. Mi presi per mano e con un po d’agitazione, che ovviamente davi a vedere benissimo, mi portasti alla macchina. Quasi scoppiai in lacrime quando lei mi abbracciò, la guardai negli occhi e mi disse “andrai benissimo”. La mia amica, lei che sembra vegli su di me da quando sono mamma. Le contrazioni erano ogni tre minuti, ricordo la pressione che facevo con le mani sul cellulare per verificare il tempo tra una e l’altra. Tu correvi in macchina, io ti dicevo di andare piano che eravamo in tempo e che lui era ancora lì dentro. In ospedale ci dissero che non era ancora ora, ed un po amareggiati tornammo a casa. 17.15. Decisi di farmi un bagno, perché le contrazioni erano sempre molto frequenti. L’acqua calda scatenò una reazione contraria a quello che credevo, mi fecero aumentare i dolori. 

Le contrazioni si erano avvicinate, una ogni minuto di dolore atroce (come se dovesse uscire qualcosa da posti impensabili!!). Quello, oltre alle continue perdite, era il segnale che l’ostetrica mi aveva detto di aspettare. Ricordo vagamente il dolore provato, i miei ricordi sono molto vaghi. Ricordo che non volevo andare ancora in ospedale, dato che ci eravamo stati da nemmeno due ore, ma il dolore era così straziante che non ce la feci. Ricordo la fatica nel camminare, ricordo che nessuno ci ha soccorsi al pronto soccorso e quindi decidemmo di “rubare” una sedia a rotelle ed andare dritti in reparto. 
18.03. Arrivati là l’ostetrica di turno mi sorrise e solo guardandomi mi disse “ora sì che ci siamo” . Mi visitò e mi ricoverarono. Stanza 10 letto 4, i miei numeri fortunati. Dilatazione 4 centimetri, ancora troppo poco. Camminai, se così si può definire. Feci una doccia con l’aiuto di mia madre. Camminai per i corridoi con lui che mi sorreggeva, e non diceva nulla alle mie imprecazioni e lamenti che gli facevo. Ricordo che gli dissi “non mi toccherai più per i prossimi tre anni!” o anche “la prossima volta adottiamo un intero continente africano, piuttosto che avere questi dolori!”. Dolori, di cui non ho memoria, ma al momento immagino fossero molto forti. Le lacrime, i lamenti, le urla trattenute per paura di dar fastidio a qualche mamma con i loro bambini appena nati (non sono normale, lo so!). Lui che cercava di aiutarmi, io che lo mandavo via, io che lo cercavo per supporto, io che gli urlavo contro, io che lo abbracciavo, io che lo respingevo, io che gli chiedevo di massaggiarmi la schiena, io che gli dicevo che non ne era capace, io che non ero affatto in me, lui che non se ne è mai andato. 21.15. “Vammi a compare un twix!” il mio bisogno di roba dolce era arrivato ad un livello mai provato in vita mia. Ovviamente prima di andare  a comprarlo andasti dall’ostetrica e ti diede il via, dicendo che sicuramente qualcosa di dolce andava più che bene e che mi avrebbe dato un po di forza durante il parto. Lo divorai in un nano secondo appena lo vidi, e mi sentii in paradiso per circa un minuto. 
22.45 Non lo sopportavo più. Gli dissi “Dì a Silvia che voglio partorire ORA!” (Silvia, la mia ostetrica). Mi visitò, ero a 8 centimetri. Decise ugualmente di far preparare la sala e di riempire la vasca per il parto, era il mio unico desiderio, sedermi e partorire. 
23.15. Entro in sala parto, ci arrivo con molta fatica e con molte soste lungo il corridoio. Silvia, contro ogni mio volere, mi dovette visitare e mi attaccò al monitor. 
9 centimetri. 23.45 mi fece sedere in vasca. Dovetti ancora trattenere la voglia di spingere. Non trovavo la giusta posizione in vasca, ma ci restai dentro ugualmente, in qualche modo mi stavo rilassando. 
23.50. 10 centimetri. Silvia mi disse “Ora puoi spingere!” a quella frase ricordo che al cervello mi arrivò in questo modo “Adesso scatenate l’inferno!!”. Ricordo le contrazioni ogni trenta secondi. Ricordo che Silvia di mi diceva di respirare e di bere. Ricordo che tu mi asciugavi la fronte, perché la temperatura calda dell’acqua mi stava facendo perdere molti liquidi più del previsto. Ricordo le mie cinque spinte, ero stremata. 
7 gennaio 0.10. Ricordo la tua testa, ricordo la sensazione quando uscisti totalmente. Ricordo che ti presi subito in braccio appena fuori, ricordo il tuo urletto, ricordo i tuoi occhioni che incrociarono subito i miei. Ricordo il tuo papà e le sue lacrime. Ricordo te e solo te dopo quel momento, tutto il resto come per magia è scomparso. Dolore, punti, visite, voci, fibromi, ginecologi, ostetriche. Ricordo solo te. 


Tre mesi pieni d’amore. Tre mesi di noi. Auguri Amore mio.
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6 commenti

  1. Mi sono emozionata! Auguri all'Amore tuo ... e a te, per altri infiniti mesi di amore puro!

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  2. Ho letto tutto di un fiato. Auguri, non c'è niente di più bello al mondo.

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  3. Da brivido.... non serve aggiungere altro tesoro.

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  4. ...come ricordo un 7 gennaio di tanti anni fa......per la precisione 28! Sì perchè, la sera del 7 gennaio 1987 sono nati i miei meravigliosi Silvia e Tommaso! quindi al tuo cucciolo un bacio speciale, specialissimo. Emanuela

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  5. Sono momenti che non dimentichi più per il resto della vita! auguri!

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